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Calcio Lecco 1912

Calà l’esecutore, Invernizzi è il mandante

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Cala’ l’esecutore, Invernizzi e’ il mandante e’ il titolo che meglio rappresenta ad oggi la situazione della Calcio Lecco.
Cala’ l’esecutore dello stato di confusione in cui regna la Societa’ bluceleste e la famiglia Invernizzi sono coloro che gli hanno dato mandato affinche’ ciò accadesse.

Ieri si e’ consumata la peggiore delle farse che una societa’ di calcio potesse rappresentare. In una sala stampa della Calcio Lecco pressoche’ vuota in cui la facevano da “padroni” il solo Mister Franciosa e l’amministratore unico Cala’, senza dimenticare emissari da Cicciano dell’A.S.D. ACLI SEI-DO-KAN, che ci si chiede cosa centri con il Lecco, si sarebbe dovuta tenere la presentazione della nuova squadra bluceleste per la prossima stagione di Serie D.

Ebbene niente di tutto questo, niente giocatori, niente staff medico, niente vice-allenatore, niente di niente. Anzi, qualcosa peggio di niente e’ accaduto e che cioe’Cala’ ha avuto il coraggio di chiedere 100.000 euro, si avete capito bene 100.000 euro, per andarsene.

Dopo che negli ultimi giorni si e’ visto il peggio del peggio di quello che possa accadere in un campo di calcio e fuori, come bottigliette di acqua riempite con acqua di rubinetto (non che quella del rubinetto non fosse bevibile) e spacciate per nuove, selezione di 52 giocatori in 3 giorni, ragazzini chiamati dalle tribune per fare i provini, feci di cane in campo e cespugli di ogni genere sugli spalti e nelle vicinanze degli spogliatoi, settore giovanile affidato a Nani e Mariotto senza alcuna risorsa economica tant’e’ che quest’ultimi erano in giro a cercare gente che raccogliesse sponsor per loro, l’affiliazione con l’ A.S.D. ACLI SEI-DO-KAN di Cicciano, oggi si è superato ogni limite.

La sfrontatezza di Cala’ e’ al di la’ di ogni decenza. Come e’ possibile che un personaggio tale, dopo aver millantato giocatori da Milan, Chievo, Brescia e Sampdoria, non meno di quattro reti a partita, ritiri in ville faraoniche, nuove coperture per gli spalti, tabelloni elettronici abbia ottenuto credito e fiducia da stimati professionisti locali, ma soprattutto dalla famiglia Invernizzi?
Tutto questo non e’ assolutamente giustificabile e se Cala’ e’ stato “furbo” ad approfittare di questa situazione, cosi’ come lo fu a Salerno, altrettanto non si puo’ dire di chi gli affidato le chiavi della Societa’ Calcio Lecco.

Dopo aver rimandato al mittente le trattative con una cordata di imprenditori a dicembre del 2011 e l’offerta di Zangari la famiglia Invernizzi non ha trovato di meglio che affidarsi a tale Giuseppe Cala’ che, al di la’ delle garanzie di assoluto valore mostrate, cosi’ come ribadito dal Dottor Raffaele Perillo, a tutt’oggi non ha fatto altro che disastri arrivando all’8 di agosto senza una rosa di giocatori degna di questo nome, tale da poter affrontare un campionato di serie D.

E’ troppo comodo barricarsi dietro la scusa delle veementi e focose proteste degli ultras per giustificare il fatto che al 9 di agosto non ci sia una squadra. Se Cala’ si fosse comportato come un proprietario di una squadra di calcio degno di questo nome avrebbe preso un allenatore esperto e di valore adatto per la categoria.Nulla da dire per il momento su Franciosa, ma l’aver allenato in Finlandia ed i college americani non rappresenta un buon biglietto da visita per una squadra che ora come non mai aveva bisogno di rilanciarsi dopo gli ultimi tre anni fallimentari.

E’ vero che non si possono dare giudizi affrettati su un allenatore prima di averlo visto all’opera, ma essere sceso a compromessi con la “proprietà” selezionando i giocatori della rosa tra 52 papabili ed in soli tre giorni non lo si e’ mai visto sui campi di calcio degni di questo nome. Se si ci sofferma a guardare le Societa’ di calcio del territorio queste basano la loro forza e struttura su tutt’altra organizzazione. Non e’ che navighino nell’oro, tutt’altro, ma hanno saputo negli anni circondarsi di persone che fanno della loro passione un vero e proprio pilastro che permette a queste Societa’ di fare campionati dignitosi e forse anche di più e senza tanto clamore.

Ma tornando a Cala’ ed alla conferenza stampa di ieri, chi dovrebbe dargli questi 100.000 euro? Prima di tutto si dovrebbe chiedergli quando e se ha iniziato a pagare i debiti per 1 milione di euro che si e’ accollato prendendo possesso delle azioni della Societa’ Calcio Lecco (Fonte Dottor Massimo Collina).

Forse prima di chiedere questi 100.000 euro Cala’ deve fare chiarezza con se stesso, onorare i debiti che si e’ accollato e poi iniziare a parlare di gestione della Societa’, di soldi da prendere ed altro.

Non bisogna dimenticarsi che la Calcio Lecco naviga nei debiti lasciati dalla precedente gestione, la quale ha ceduto a costo zero a Cala’ con l’impegno che quest’ultimo pagasse i debiti (sempre parole di Collina) e con i quali bisogna fare i conti prima o poi. Questo e’ il punto di partenza fondamentale che non bisogna mai dimenticare e da cui bisogna iniziare qualsiasi discussione.

Quando Cala’ avrà pagato i debiti allora potra’ iniziare a parlare di “Calcio” (quello con la C maiuscola) e del Lecco e chiedere 100mila euro per andarsene, dare la colpa agli ultras e lasciare la Calcio Lecco nel caos piu’ totale non maschera l’incapacita’ di Cala’ di gestire una squadra, per lo meno per quello che si e’ fin qui visto. Comunque se proprio c’è qualcuno che vuole, o meglio, deve dare questi 100mila euro a Cala’ per andarsene questi sono gli Invernizzi che hanno lasciato la Societa’ a Cala’ e che ora sta presentandogli il conto per questa scelta scellerata.

Dare la colpa di quello che sta accadendo al Lecco ai tifosi e’ sbagliato. Se e’ vero che i tifosi sono una “razza particolare”, e’ anche vero che nel mondo del calcio capita che questi siano anche strumentalizzati. Quante volte abbiamo assistito a Presidenti che si sono avvalsi degli ultras o dei tifosi piu’ accaniti per cacciare questo o quel giocatore o allenatore?

Quante volte abbiamo assistito a Presidenti che attribuiscono sempre agli stessi tifosi la colpa se la squadra non va bene. I tifosi sono cosi’, con una sola cosa nel cuore e cioe’ il tifo per la propria maglia e non si possono prendere in giro con queste pantomime perche’ se no accade che: “Altrimenti ci arrabbiamo” (il titolo del film con Bud Spencer e Terence Hill).

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