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Bruschi e Villani

Bruschi & Villani 14 Ottobre 2013
Il Lecco non va

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Tempo di lettura 4 minuti

Il Lecco non va.

E dopo sette giornate non si può parlare solo di sfortuna. Non va perché non ci crede. Non è nemmeno questione di moduli, di cambi, di giocatori. È la determinazione, tanto invocata da mister Butti, a mancare. Nel perché di questa mancanza, c’è la soluzione dei problemi.

È davvero antipatico fare paragoni tra allenatori. Ma con Fiorenzo Roncari forse mancava il gioco ma i vari Mauri, Di Ceglie, Castagna, Gritti, Redaelli, Aldegani, rendevano al massimo delle loro possibilità. Stiamo parlando di sei undicesimi della squadra, ovvero della maggioranza dei giocatori in bluceleste. Troppo differente il loro rendimento in campo rispetto allo scorso anno per non pensare che qualcosa dipenda da mister Butti. E non ci riferiamo né al modo di allenare né ai moduli scelti. Ci riferiamo alla capacità di trasmettere ai giocatori grinta, coraggio, intraprendenza.

Il che, in queste serie, è la cosa fondamentale. Non ci sono fenomeni nelle varie squadre, né formazioni che possano dire di averla vinta con il solo gioco. Ci sono però squadre combattive, toste, cattive, che riescono a ovviare a quasi ogni mancanza d’organico. Ci sono squadre fisiche, strutturate, alte, grandi e grosse. Che riescono a dare tutto sotto il profilo dell’agonismo.

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Il Lecco non ha giganti, Bergamini escluso, non ha un agonismo esasperato, non ha il carattere che aveva lo scorso anno. Ha un buon gruppo e, probabilmente, un buon allenatore. Ma è un allenatore che non riesce a dare la sua grinta ai ragazzi. E questo è un difetto forse dato dalla scarsa esperienza di giocatori “grandi”, di campionati “veri”. O forse è strutturale, ovvero insito nel suo modo di essere. Non lo sappiamo. Due, però, sono le cose: o mister Butti, al di là di fare scelte più azzeccate in formazione, dà la striglia alla squadra e riesce a cavare sangue anche dalle rape, oppure il Lecco deve pensare a qualche altro allenatore.

È triste dover pensare a un cambio alla vigilia dell’ottava di andata, ma è necessario non perdere altro terreno. Non tanto per una ormai lontanissima vittoria del torneo, ma per non sprofondare nelle sabbie mobili della bassa classifica. Non fare risultato a Borgomanero equivarrebbe a dover temere addirittura la retrocessione. E di questo i tifosi del Lecco non hanno davvero bisogno. Né se lo meritano. A Butti, Ratti e a tutto lo staff riconosciamo grande disponibilità al lavoro e al sacrificio, oltre che grande professionalità. Ma a volte tutto questo non fa la differenza se poi i giocatori entrano in campo tremebondi e alla prima difficoltà crollano. Anche in partite dominate, il Lecco non ha saputo vincere. Ed è un altro indizio “psicologico”. 

Non è questo il Lecco che ci aspettavamo.

A risentirci. 

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