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Bruschi e Villani

Bruschi & Villani 27 Gennaio 2014
Non mollare … Mai!

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Tempo di lettura 4 minuti

Il carattere, la cattiveria, è qualcosa di difficile da spiegare. Ma sicuramente quando c’è in campo, si vede. E il Lecco contro il Pontisola ha avuto il grande merito di crederci sempre, di giocare pallone su pallone, senza paure e timori reverenziali verso la seconda in classifica. Non è successo, come a Piacenza, che ogni pallone messo in area dai bergamaschi si trasformasse in un’occasionissima. Prova ne è il fatto che si è rischiato il pareggio solamente negli ultimi dieci minuti di gioco, quando la stanchezza e il naturale tirarsi indietro ha costretto il Lecco nella propria area. Infatti non è il risultato a consolarci. Fosse entrata l’incornata di Mologni, parata benissimo dal nuovo portierino classe 1995, saremmo a parlare di un pareggio. E il nostro commento sarebbe lo stesso. Mister Rocco Cotroneo, in condizioni societarie difficilissime, senza un soldo visto dai giocatori, ha saputo estrarre dal cilindro il coniglio della determinazione, della grinta, del vecchio cuore bluceleste.

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Resta da capire quanto potrà durare una situazione del genere. Mentre noi registriamo la proprietà, la Cento Bluceleste e, forse, anche Ferrara si stanno ritrovando per decidere le sorti di questo sfortunatissimo Lecco. Ma i giocatori ad andare avanti così non ce la fanno più. Prendono pochissimi euro e quei pochi non gli arrivano con regolarità. Anzi, non vedono un euro ormai da ottobre. C’è chi vive con i genitori, ma c’è anche chi deve mantenere una famiglia e lo sta facendo usando i soldi risparmiati o gli aiuti che vengono da suoceri e parenti. Ma non è giusto che sia così, per cui il malcontento cova e potrebbe esplodere da un momento all’altro nello spogliatoio. Qualcuno ha già parlato di fermare gli allenamenti, in assenza di segnali confortanti.

Il nostro invito ai giocatori, però, è a tener duro. A resistere nonostante la tentazione, umana e calcistica, sia quella di mollare tutto. Non si può e non si deve. Innanzitutto perché è in questi momenti che si distingue tra chi a pallone ci gioca e chi lo prende davvero come un impegno professionale. Chi lo prende come un qualcosa che va al di là di un pallone che rotola e undici ragazzi che lo rincorrono, sa che nel calcio moderno sempre più si vivono situazioni come queste. Non deve accettarle, naturalmente, ma cavalcarle dimostrando di essere più dignitoso di chi ha lasciato il Lecco in queste condizioni. Non avrà solamente la stima dei tifosi, il calore di una classifica che migliora, l’apprezzamento della stampa. Si sarà costruito una fama di calciatore vero che lo porterà, sicuramente, a essere rispettato in ogni altra piazza nella quale avrà la fortuna di andare a giocare. Si costruirà un’identità professionale, anche se per ora il Lecco è nel dilettantismo. Sembra impossibile dirlo oggi, in questa situazione, ma il posto del Lecco è nel professionismo e siamo certi che qualcuno che vuole bene alla storia di questa società c’è ancora e che, presto o tardi, la serie C unificata sarà una realtà ancora bluceleste. Nel frattempo, ragazzi, non mollate.

Mai.

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