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Lecco mormorò…… Non passa lo straniero!

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Tempo di lettura 5 minuti

Certo in questi anni gli appassionati sportivi Lecchesi, hanno avuto modo di verificare che la pletora di “personaggi” orbitanti intorno al pianeta calcio e’ quantomeno singolare per non dire discutibile.

Il preambolo ci viene suggerito dalla messa in onda in queste settimane dei rumors concernenti le trattative poste in atto da un cordata di “imprenditori” interessati a rilevare la proprietà della calcio Lecco.

Chiariamo subito che non abbiamo preconcetti di sorta per chi non possa vantare una appartenenza anagrafica legata a Lecco o alla sua provincia, ma non possiamo certo dimenticare lo spettacolo a cui negli ultimi vent’anni la Lecco calcistica ha dovuto assistere. Vale la pena di ricordare solo per un momento alcuni dei personaggi che a vario titolo ma tutti con promesse importanti (regolarmente disattese), capacità finanziarie (vicinissime allo zero), hanno mescolato le loro persone nelle vicende della società di via Don Pozzi.

Un mix tra avventurieri, prestanome, faccendieri, grotteschi figuri in una tragicomica pantomima, dove purtroppo a farne le spese sono sempre stati: la Calcio Lecco e i suoi tifosi.

Come non ricordare Cimminelli e la sua gestione che lasciò il Lecco sommerso dai debiti. Il suo, per qualche giorno successore Belardelli, che si presentò addirittura con un pullman personalizzato “Calcio Lecco”, tanto per fare un po’ di fumo. Ma questa bella trovata non gli permise di rimanere a Lecco per più di tre o quattro settimane, lascio la città scappando nottetempo dagli studi di una TV locale.

Tra i forestieri tarocchi interessati alle sorti societarie della calcio Lecco, un posto di rilievo merita Joseph Cala. Come dimenticare questo “magnate” grassottello e sudaticcio, che arriva in città e in un paio di minuti quota il Lecco al NASDQ (prima società calcistica italiana quotata in una borsa estera). Poi al culmine del suo delirio imprenditoriale, progetta alberghi sottomarini, sotto lacustri, campi in sintetico, ville albergo per i calciatori….. Anche lui molla il colpo dopo una quarantina di giorni e presumibilmente ritorna nel sud Italia dove darà una mano al banco della farmacia della compagna.

Invece è cronaca dei giorni nostri l’avvento ed il simultaneo abbandono della proprietà del Lecco, di Salvatore Ferrara, che peraltro aveva già sottoscritto e cauzionato l’acquisto delle quote di maggioranza, tanto che aveva già dato il via a refettori per i calciatori, cambi di destinazione per la sala stampa e altre amenità. Poi purtroppo ha cominciato ad accusare del male di schiena ed è risaputo che i reumatismi condizionano oltremodo lo status operativo imprenditoriale. Risultato: bua alla schiena, Ferrara dissolto dall’orizzonte di Lecco.

Cronaca di queste ultime ore è la notizia di un tentativo trattativa sempre per acquisire la calcio Lecco. Si tratterebbe di una cordata così composta: un ristoratore di Riccione, un immobiliarista della stessa località, un produttore di vini di Conegliano.

Oh signur!! L’esclamazione è d’obbligo, quanto lo stupore. La prima domanda logica che ci poniamo è: ma quali interessi porterebbero a Lecco questi tre imprenditori??

Scusateci se siamo ancora più diretti: ma davvero un immobiliarista, un ristoratore, un produttore vinicolo, hanno i fondi necessari ad acquisire e gestire finanziariamente una società come la Calcio Lecco 1912??

Capiamoci ancora meglio, è trapelato da indiscrezioni che oltre la cordata forestiera, ne esiste una di matrice Lecchese che ha mostrato un serio interesse al subentro societario alla attuale proprietà Invernizzi. Allora se anche non si conoscono ufficialmente i nomi della cordata di Lecco, si mormora che siano affidabili e congrui finanziariamente.

Non vorremmo essere in questo momento nei panni di un trafelato Paolo Cesana, che pare dispensi un frettoloso e un po’ incauto ottimismo, in relazione alla ventilata chiusura con i “forestieri”.  Sarebbe opportuna invece molta, ma molta prudenza nel considerare ottimale la chiusura di una trattativa, che porti nel “Board” della società di via don Pozzi, un immobiliarista, un ristoratore, un vignaiolo, tutto ciò detto con il massimo rispetto per le professioni e le persone.

Inoltre sempre legato alla cordata di fuori Lecco, si sussurra sia stata presentata e patrocinata all’amministratore della società da un procuratore calcistico. Orbene, dove entrano in gioco i procuratori quasi sempre nascono situazioni poco chiare con gestioni personalistiche mirate solo ad interessi che poco o niente hanno a che vedere con una sana e corretta conduzione societaria. Non lo sosteniamo solo noi, ma ci sono esempi eclatanti in cui ingressi in società avvenuti in questa maniera, hanno lasciato in poco tempo cumuli di macerie.

Perché non considerare allora più interessante la cordata Lecchese?? Forse si teme che meglio conosca la vera realtà economica nella quale versa il Lecco??

Ci si permetta un consiglio…pardon…un’opinione. Lecco e i Lecchesi sono stanchi, logori, arrabbiati e anche un pò schifati da tutto quello che hanno dovuto vedere nell’ultimo quinquennio. Se veramente si avvicina la vendita del Lecco, si venda a chi conosce storia e blasone, tifo e piazza, calcio e amministrazione.

Basta avventure, basta tentativi, basta!!!

Non passa lo straniero….no! Non passa nemmeno il tarocco.

Un mio amico di fede Bluceleste che fa il gommista a proposito di questa trattativa mi ha detto: Alura anca me che so’ gumista podi cumprà el Lecch!!

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