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Calcio Lecco 1912

Tornare a vivere il calcio, dentro lo stadio

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Tempo di lettura 5 minuti

Lo spunto per questo editoriale nasce da una fotografia pubblicata su Facebook da un ex grande Bluceleste,Francesco Raggi.

La foto in oggetto ritrae una formazione del Lecco di un periodo della seconda metà degli anni ottanta,quando il Lecco militava in serie D, allora denominato campionato Interregionale. La formazione di quella foto era una squadra eccezionale, vale la pena ricordarne la rosa: Corti, Ratti, Marconi, Tramannoni, Cappelletti, Remondina, Ponti, Cinquetti, Vinceti, Raggi, Seveso.

Si può dire senza incorrere in esagerazioni, che quella squadra di allora, oggi
starebbe comoda nella parte alta della classifica della serie B attuale. Ma la cosa che ancora di più colpisce di questa fotografia, è la curva Nord che fa da
sfondo, una curva piena e stipata in ogni ordine di posto, 4000/5000 spettatori erano il contorno standard di un Lecco in serie D.

Se si paragonano le affluenze di quegli anni, a quelle che in tutte le categorie
professionistiche dalla A alla serie C/ D, dei giorni nostri, non ci si può esimere da alcune considerazioni.

Il calcio è cambiato, l'avvento delle Pay TV ha rivoluzionato il modo di seguire le partite, i campionati, sopratutto per la serie maggiore la A, ma anche la B, ha goduto dei benefici economici delle TV. Questo però ha portato allo svuotamento progressivo degli stadi, causando un fenomeno di "Poltronizzazione" degli spettatori calcistici.

Un ulteriore colpo di grazia alle frequentazione degli stadi si è poi avuto con l'applicazione delle normative raggruppate in quella che fu denominata: La Tessera Del Tifoso.

Questi ultimi anni lo hanno dimostrato, la tessera del tifoso è stata il colpo di grazia alla frequentazione massiva negli stadi d'Italia.

Ma torniamo a noi e a Lecco. Detto che quello di quest'anno non è certo un
campionato che possa creare entusiasmo, stimolando di conseguenza l'affluenza di
appassionati sportivi, va detto che non è solo un anno che il Lecco vive annate
certamente poco gloriose. Certo è che questa società può contare su un affetto, una attenzione, una passione, che è solo sopita, aspetta soltanto di essere risvegliata e non solamente con l'importante e principale motore dei risultati sportivi, ma anche con iniziative che si potrebbero mettere in campo facilmente,e a costo zero.

Se attualmente nelle gare casalinghe dei Blucelesti assistono 600 spettatori
circa, perché non coinvolgere le scuole di Lecco e provincia, invitando i giovani studenti gratuitamente alle partite e facendo pagare un prezzo simbolico ai genitori che accompagnano i ragazzi.

Si otterrebbe così una buona affluenza di pubblico,inoltre si avvicinerebbero molti giovanissimi ragazzi alla principale squadra della nostra città e della provincia.

Invitiamo la nuova società ad una semplice riflessione: la provincia di Lecco conta circa 340.000 abitanti, la sola città è intorno a 48.000 residenti, considerando un bacino potenziale di questa portata, se messe in campo delle opportune iniziative ed azioni, ponendosi come obbiettivo minimo un 1/2 percento di coinvolgimento allo stadio Rigamonti/Ceppi del numero degli abitanti di Lecco e provincia, si potrebbe avere una media spettatori tra i 2.000 e i 4.000.

Sogniamo? No! Assolutamente,certo bisognerebbe cominciare con il rendere lo stadio più confortevole, poi le iniziative di coinvolgimento di nuovi supporters dovrebbero essere programmate con continuità, non sporadicamente. Il rapporto con i media dovrebbe essere atto ad una promozione dell'immagine della società positiva.

Si potrebbe fare una più contenuta politica dei prezzi,(avere lo stadio vuoto ai prezzi correnti non crea certo benefici economici,meglio un stadio più affollato da spettatori che paghino un prezzo più basso.

Chiaro che un riavvicinamento partecipato alle vicende sportive della Calcio
Lecco, non può prescindere come in precedenza detto dall'allestire una squadra che possa divertire, ma anche ambire ad un ritorno in categorie più consone al suo blasone ed alla sua storia.

La nostra convinzione è quella che il calcio inteso come spettacolo,debba essere
celebrato e seguito nell'ambito più consono per questo sport,(che non dimentichiamolo rimane quello più seguito),e cioè all'interno degli stadi, in
tribune appassionate, palpitanti di tifo.

Certo poi ci sono gare, nazionali o meglio ancora internazionali in cui il mezzo
televisivo consente a milioni di spettatori di fruire di uno spettacolo che
diversamente sarebbe riservato a qualche decina di migliaia di persone.

Noi rimaniamo convinti che lo spettacolo calcistico debba essere fruito
ogni domenica,(sono oramai anni che campionati di A e B hanno partite che si
giocano dal venerdi al lunedì, a orari pomeridiani e serali del sabato, alle 12,30 della Domenica, nel pomeriggio e nella serata della stessa.

Tutta questa "offerta" determina però un desolante spettacolo di spalti vuoti,tanto che qualche anno fa, a Trieste il presidente dell'epoca fece piazzare delle sagome di spettatori di cartone in uno stadio che risultava vuoto di presenze "vive".

Lecco è piazza che può tornare a riempire il suo stadio,a patto che si voglia
investire in squadra, settore giovanile, stadio e anche un pò in marketing strategico come modestamente abbiamo cercato di sottolineare in questo nostro editoriale.

Allora appuntamento allo stadio fin da domenica prossima. Ci vediamo tutti la!!
Perché al Rigamonti/ Ceppi gioca il Lecco!!

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