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Bruschi e Villani

È finito il campionato Per piacere non “smantelliamo”!

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È finito il campionato. È finito bene, da un punto di vista tecnico. Non certo come ci si aspettava all’inizio della stagione, ma per come si era messa, forse se non proprio gioire, bisogna rallegrarsi. Un nono posto è un risultato dignitoso. Nulla più. Si era rischiato ben di peggio nella prima parte del torneo. Il pareggio con il Gozzano è un po’ l’emblema della stagione che potremmo definire quella delle occasioni perdute. Una gara che si poteva chiudere sul2 a0 si è trasformata in un brodino caldo, in un1 a1. Come avvenuto a Piacenza, Seregno e contro tante altre squadre. Di treni play-off, quasi senza accorgercene, ne sono passati molti. E gli spareggi, in fondo, sarebbero stati anch’essi un qualcosa in più, certo, ma non il tutto. La promozione che i tifosi sognano da anni è lontana, lontanissima. E lo sarebbe stata anche dopo degli eventuali spareggi.

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Ma non è sul campo che bisogna cercare per capire se c’è un futuro per questa squadra. In questo senso mister Rocco Cotroneo ci è venuto in aiuto dichiarando quello che tutti pensano: «Se si smantella questa squadra si sbaglia», ha dichiarato il tecnico calabrese. E ancora, a riguardo della contestazione dei tifosi a fine gara: «Quando non si fanno bene le cose, la contestazione è normale a Lecco. Da troppo tempo si dice che questa categoria non è da Lecco ma lo si dice e poi non si fa nulla. Non puoi venire qui a fare cose da piccole società. O vieni e fai bene, o vai da un’altra parte».

Cotroneo parlava in generale, non riferendosi direttamente al presidente Stefano Galati, ma il riferimento seppur indiretto è chiaro. Ieri Galati non c’era. C’era lo sponsor Vito Sidella e c’era Paolo Cesana, entrambi duramente contestati. Nessuno, almeno ieri, ha voluto commentare. Bisogna ora capire se non l’hanno fatto perché non hanno voluto gettare benzina sul fuoco o perché di cose da dire ce ne sono poche. Non è un bel segnale che nell’ultima gara di campionato, nel commiato dal proprio pubblico, in tribuna d’onore non ci fosse nessun “quadro” dirigenziale se non il team manager Bruno Tridico. Non è un bel segnale nemmeno che non ci siano informazioni ulteriori oltre a quelle, molto generiche, fornite in conferenza stampa da Galati. Sono passati dodici giorni, con oggi, da quell’abboccamento con la stampa ma non si sa ancora come andrà a finire.

La società starà pure lavorando sotto traccia, ma di “emerso” ancora non c’è nulla. Troppo presto?

Saranno i prossimi giorni a dirci se i nuvoloni neri che sembrano addensarsi nel cielo bluceleste si dissiperanno. Ma i timori dei tifosi aumentano. Timori che vada a finire male ancora una volta. Come già successo con Cala, con la Cento Bluceleste, seppur su un piano nettamente diverso, con Ferrara… È vero che la fretta è cattiva consigliera, ma i giocatori, anche ieri in conferenza stampa l’hanno fatto capire: non sanno ancora nulla sul loro futuro. L’ultima volta che hanno discusso di qualcosa con la società è stato a marzo. Ci vuole un segno, un indizio che quello che ha detto Galati non sia un semplice “pour parler”. 

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