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C3, BluCeleste in profondità

Con la testa e con il cuore

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Tempo di lettura 3 minuti

Il gioco del calcio ha una sua chimica particolare, unica. Questa chimica genera formule che hanno spesso effetti dirompenti,se non addirittura esplosivi.
Prova ne è l’ultima gara interna del Lecco contro L’Aurora Seriate. Non vogliamo soffermarci sul risultato (vittoria del Lecco 2 – 1 in rimonta), ma cogliere invece gli aspetti che questa gara ha generato sulla squadra, sui tifosi, sulla dirigenza.
Tutti coloro che amano il Lecco non possono certo dimenticare che non più tardi di cinque mesi or sono, l’ipotesi più gettonata riguardante il futuro della società era quella di un fallimento, che appariva purtroppo una nefasta certezza.
Poi, come quasi sempre succede al “Lecco”, quando sembra ormai “morto” ecco entrare in scena Daniele Bizzozero e con lui Gigi Cappelletti,Evaristo Beccalossi.
Si confermano un po’ dei giocatori validi della rosa precedente, si procede ad acquisti importanti, si pagano vecchie pendenze, si inizia una stagione con un ritiro importante in un luogo prestigioso il Castello di Casiglio.
La squadra appare subito competitiva, l’organico è da primi posti. Fatica però ad avere un gioco convincente, insomma non fa scattare la molla ad un pubblico, quello lecchese, che arriva da un quinquennio di sonore delusioni sportive con retrocessioni e vicissitudini societarie continue.

Ma piano piano la compagine Bluceleste comincia a scalare posizioni su posizioni, attestandosi all’attuale quarto posto (con una partita in meno rispetto alle concorrenti di vertice, in quanto il Lecco ha già osservato un turno di riposo).
Ma ancora il “feeling” con i tifosi non è supportato dall’entusiasmo. Certo, il Lecco può contare su un buon seguito, di sicuro uno dei pubblici più numerosi della categoria, il calore dei supporters non manca mai nè tra le mura amiche e nemmeno in trasferta, ma non e’ ancora delirio allo stato puro, almeno sino a domenica scorsa.
Poi entra in scena la chimica del calcio. Secondo tempo di Lecco-Seriate: Niccolò Pupeschi, toscano di Fiesole, di professione difensore, scende con un dribbling entusiasmante, salta tre giocatori e conclude in rete un fantastico tiro che vale il 2 a 1 per il Lecco e la vittoria conseguente.
Ma quello che accade al gol è una squadra che schizza verso la Curva Nord. Gli undici in campo e coloro che compongono la panchina corrono verso la loro Curva, dove i tifosi sono già a braccia levate, molti sulla rete per toccare e afferrare i ragazzi in Bluceleste. E’ la chimica dell’entusiasmo, è la formula dell’amore. Sembra un viaggio all’indietro nel tempo, gli stessi sguardi, gli strepiti, le urla, la gioia di quando il Lecco faceva il Lecco.
Questo è quello che serve, ridare sostanza alle aspirazioni, battagliare sempre senza mai lesinare nulla, ricordarsi che la nostra casa, il “Rigamonti-Ceppi”, deve essere inviolabile, deve incutere rispetto, soggezione, timore.
Oggi i giocatori Blucelesti questo devono ricordare, la corsa verso la Nord per l’abbraccio con i loro tifosi, quelle mani e quei pugni chiusi alzati al cielo in segno di vittoria, quelli sguardi e gli occhi sgranati che li seguono ovunque.
Perché la maglia del Lecco è una seconda pelle.
E allora via, con la testa e con il cuore fino alla prossima vittoria.

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