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Calcio Lecco 1912

Programmazione, tecnologia e trasparenza: come rinasce il settore giovanile della Calcio Lecco

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Dall’estate 2012 in poi un enorme buco si è aperto nel tessuto del calcio giovanile lecchese: da quando la società di maggior storia, tradizione e prestigio (leggasi Calcio Lecco 1912) ha dovuto fare i conti con Joseph Cala e la sua scellerata gestione, infatti, è stato praticamente azzerato il settore giovanile bluceleste, con conseguente dispersione del patrimonio fatto di giovani calciatori.
La stagione 2015-2016 tra i suoi punti cardine dovrà necessariamente avere la ricostruzione del vivaio, con le squadre AllieviGiovanissimi, Esordienti, Pulcini (a 5, 6 e 7 giocatori, ndr) e Scuola Calcio che andranno ad affiancare la Juniores Nazionale, unico baluardo ancora presente.

“Il nostro progetto ha subito dei rallentamenti – spiega Gigi Cappelletti – per via di mancanze strutturali e di un richiamo che s’è perso dopo tre anni di sostanziale assenza sul territorio. Ci vorranno almeno due-tre anni per avere i primi risultati, ma solo se si terrà il stesso impianto di lavoro. A giugno presenteremo il nuovo staff, che, a oggi, stiamo ancora valutando come comporre.”

Tra i componenti principali, quantomeno ciò che riguarda l’attività di base, c’è Andrea Alborghetti, già strettamente legato alla società di via Don Pozzi grazie ai “Summer Camp” e ad altre iniziative rivolte alle fasce d’età più giovani: “La Calcio Lecco deve riprendere a essere un riferimento giovanile del capoluogo e questo è possibile solamente grazie al lavoro di persone qualificate. Tra i punti cardini del progetto ci sarà la raccolta dati degli atleti, da effettuare durante ogni seduta di allenamento, tramite cui verrà parallelamente condotto un progetto relativo alla preparazione atletica da sviluppare in ogni squadra. Ovviamente larga parte del programma prevederà lo sviluppo delle qualità tecniche del singolo atleta, fattore principe del gioco del calcio.”

Nella seconda settimana di giugno verrà riproposto il “Calcio Lecco Summer Camp”, giunto alla terza edizione, mentre altre giornate verranno dedicate al “reclutamento” di quelli che saranno i giocatori delle varie formazioni. Il “Camp”, in particolare, sarà dedicato ai ragazzi e bambini nati tra il 2002 e il 2010 (compresi).

“Fa piacere – il pensiero del segretario e amministratore Ivan Corti – che si torni a proporre un progetto serio e concreto relativo al settore giovanile dopo tre anni del genere.”

Ma la città di Lecco è pronta a sostenere la sua società calcistica più prestigiosa tramite interventi strutturali? “E’ chiaro che noi vorremmo stabilirci in pianta stabile al “Bione”, ma necessitiamo di strutture più adeguate rispetto a quelle attuali. Altre realtà limitrofe possono disporre di impianti decisamente più adeguati rispetto ai nostri”, il pensiero unanime di CappellettiAlborghetti.

Analizzando il programma, tra i punti cardine c’è anche il ripristino delle sinergie con le altre società del territorio, che non sono sempre ben disposte del “pesce grosso”: dal 1° marzo fino a giugno 2015 verrà realizzata una fitta propaganda sul territorio per far capire che “anche Lecco sta per riavere il suo punto di riferimento calcistico e, questa volta, nessuno potrà dire di non saperne nulla.”

Un progetto complesso e ambizioso, in cui la società, dal patron Bizzozero e dal presidente Beccalossi, ha intenzione di investire fortemente per rilanciarsi in vista dei prossimi anni.

Chiosa finale su chi sarà il reale gestore del patrimonio che verrà creato: “La Calcio Lecco sarà proprietaria del settore giovanile, senza0 l’infiltrazione di società esterne alla nostra.”

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