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Blucelesti Forever – Gianluca Savoldi

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Tempo di lettura 3 minuti

La vita da bomber, per definizione, è fatta di altalene emozionali e strettamente legate al rendimento in campo: se sei bravo e la butti dentro diventi idolo della folla, se ti gira male e il gol diventa una maledizione sei un brocco.
Quando ti porti dietro un cognome di quelli pesanti la situazione può diventare a tratti insopportabile.

Gianluca Savoldi è uno che in carriera di reti ne ha fatte tante (114 dalla Serie A alla C2), ma forse il suo valore è stato leggermente sminuito dal fatto che da uno con quell’appellativo ti aspetti sempre cose fuori dal mondo. Figlio di Giuseppe, il celebre “Mister due Miliardi” passato per quella cifra dal Bologna al Napoli nel lontano ’75, le porte ha iniziato a bucarle presto, precisamente nel vivaio più talentuoso d’Italia, quello dell’Atalanta. Dopo l’approdo in prima squadra ha iniziato con il suo lungo girovagare per la penisola ed è esploso a Pisa nella stagione del nuovo millennio (11 gol in 32 presenze). Numeri e potenzialità confermate poi con i 10 centri a Cosenza alla prima esperienza in Serie B. Il passaggio alla Reggina l’ha consacrato come bomber a tutti gli effetti: 16 reti il primo anno, la promozione in Serie A e altri 5 gol che sono bastati a impedire l’immediato ritorno in cadetteria dopo lo spareggio con la squadra che l’ha cresciuto e lanciato nel calcio vero, l’Atalanta. La discesa al Sud, direzione Napoli, l’ha fortemente accomunato al padre: le forti pretese e aspettative in una città che non sa aspettare ne hanno bloccato il potenziale, costringendolo a cambiare strada dopo solo una stagione. L’arrivo a Lecco si materializza nel gennaio 2007: il ds Gonzaga lo porta sulla sponda orientale del lago per dare a Sannino il bomber tanto agognato. Le reti in bluceleste non sono tante (3 in 11 presenze di campionato), ma decisamente pesanti: una al Portogruaro (1-1), una all’Olbia (1-0) e un’altra, la più importante, nel catino infuocato di Nuoro (1-2) aiutano la squadra a trascinarsi fino alla seconda posizione in classifica. E’ in questi momenti che si riconoscono i giocatori decisivi e Gianluca risponde “presente”: nei playoff, con una rete nella semifinale di ritorno contro il Bassano (2-1) e una al “Voltini” di Crema (0-1) nella finale, consegna a sè stesso, ai suoi compagni e a una città intera il ritorno in C1 cinque anni dopo il doloroso fallimento del 2002. La stagione in terza serie è stata positiva solo personalmente: le 13 reti in 29 partite non furono sufficienti a evitare la retrocessione a Pagani dopo i playout, verdetto poi tamponato dal ripescaggio in agosto. Le fronde all’interno dello spogliatoio lo convinsero a cambiare strada, destinazione la vicina Monza.

Il gol nel sangue, il bluceleste nel cuore: Gianluca Savoldi, figlio d’arte e “Bluceleste Forever”.

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