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Calcio Lecco 1912

Il Lecco riscopre il gioco sulle fasce e i gol di testa: quanto mancavano!

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Il Lecco ci mette la testa e per ora lo fa nel migliore dei modi: con gol uguali uno all’altro, frutto di mirabili discese sull’esterno, cross precisi e incornate micidiali da parte dei suoi attaccanti.

È questo un incontrovertibile elemento di discontinuità con il recente passato, che anche il meno attento fra tifosi e spettatori blucelesti non può non aver notato. Le partite vere giocate dai blucelesti in questi primi giorni di settembre sono due: giovedì scorso con l’Inter e domenica con la Varesina. La prima per il prestigio della posta in palio, la seconda perché esordio in campionato. In 180 minuti, il campo ha già offerto i primi responsi: questa squadra è profondamente diversa da quella dello scorso anno, per qualità degli interpreti e del gioco espresso.

La prima differenza a saltare all’occhio è l’utilizzo delle fasce. Nella stagione scorsa, e più in generale nella gestione Cotroneo lunga un anno e mezzo, la caratteristica saliente del Lecco era stata l’attenzione difensiva, seppure con risultati alterni, a scapito della manovra offensiva, limitata al lancio lungo sulla punta centrale, Capogna. In poche parole, si pensava più a non prendere gol che a giocare.

Mister Sergio Zanetti invece è partito con un mantra diverso: accantonata  l’idea della difesa a tre, almeno fin quando non riavrà De Angeli e Turati, ha proposto uno schieramento pesante davanti, con i quattro senior, e due ali giovani e “fresche”, Ronchi e Meyergue – ma a sinistra potrebbe esserci anche Bugno – per cercare l’ampiezza del campo e proporre cross in mezzo. Le corsie esterne come sviluppo naturale del gioco, finché Crotti non prenderà maggiore confidenza e diventerà decisivo in mezzo, tra le linee.

I frutti di questo lavoro si sono già visti. In due partite, sei gol segnati, di cui cinque sfruttando una palla arrivata dall’esterno, e ben quattro di testa. Sono, questi, aspetti che lo scorso anno erano stati deficitari nel gioco del Lecco, incapace di far fruttare i traversoni e spesso in difficoltà sulle palle alte.

Ai blucelesti non resta che oliare questi meccanismi anche in fase difensiva contro avversari più probanti, vedi il Monza, ma una cosa è certa: affrontando uno schieramento a muro come quello delle squadre di Delpiano, si pensi al Castiglione dello scorso anno, contare sull’abilità nel gioco di volo potrebbe risultare determinante. França (un fenomeno), Cardinio e Joelson scaldano già i motori.

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