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Silenzio Stampa? No! Il Silenzio Stanca.

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Da oramai due giornate segnate da risultati tutt’altro che esaltanti, il pari casalingo con il modesto MapelloBonate e l’odierno pareggio in quel di Grumello, i giocatori e l’allenatore della Calcio Lecco hanno decretato un silenzio stampa, senza però dare una spiegazione perché sia stata attuata tale forma di assenza comunicativa.
Il Patron Bizzozzero al termine della gara di Grumello ha dichiarato che sarebbe stato il solo a disposizione dei media, in quanto i giocatori e l’allenatore non si sarebbero presentati ai microfoni ed ai taccuini dei giornalisti, poiché la squadra e il tecnico si sentirebbero messi “sotto pressione” da critiche e puntualizzazioni ingiuste.
La scelta, peraltro legittima, di non conferire con la stampa (e conseguentemente con i tifosi che i media leggono, ascoltano, vedono) ci pare un pochino incongruente. Come, se si vince si fa gol, si fanno belle partite, tutti in sala stampa o davanti a radio e TV.
Diversamente se gira un pochino storta, quale migliore soluzione che dichiarare questi “silenzi”, quasi come se gli errori sul campo o le mancate vittorie debbano essere attribuite ai giornalisti che di per contro non fanno altro che raccontare le partite gli avvenimenti delle gare, nel bene e nel male?
Non ci siamo Calcio Lecco. No non ci siamo proprio!
Per ciò che concerne la comunicazione siamo a livelli dell’asilo Mariuccia.
Scusate,ma da inizio campionato non era stato nominato un responsabile della comunicazione nella persona di Luciano Piazzalunga? Beh a memoria d’uomo non ci pare di ricordare un qualsiasi suo intervento e nemmeno una sua qualsiasi disamina su quali linee guida si debbano muovere per fare interviste a questo giocatore o quel dirigente. Poi il buon Piazzalunga viene nominato Direttore Tecnico…
Il mister De Paola non ha mai lesinato nelle svariate interviste rilasciate ai media la richiesta ai giornalisti di remare tutti uniti con squadra e società dalla stessa parte. Ci scuserà il mister, ma per quel che ci riguarda noi facciamo il nostro lavoro,cercando di essere obbiettivi, lui faccia il suo come sa fare. Qui non si tratta di remare, qui si tratta di pilotare un caccia torpediniere. Se poi ogni tanto da qualche “barchetta” ci sparano delle bordate, beh, amen. Ma non è certo colpa dei giornalisti.
Dobbiamo anche ricordare ai giocatori una cosa semplice: chi racconta, o scrive delle partite, racconta e scrive ciò che vede. Nessuno prova piacere nel giudicare gare negativamente, se esse non sono state negative. Come mai non ci si pone il problema quando invece questi “criticoni”di giornalisti esaltano con lodi e bei voti le gesta e le azioni degli stessi giocatori?
Ma lo sanno lor signori (i giocatori) che nella vita di tutti i giorni, nei lavori e nelle professioni esistono critiche, rimproveri, alti, bassi e difficoltà di ogni tipo?
Cosa si dovrebbe quindi fare? Dichiarare “Silenzi Stampa” a mogli, padri, amici, fratelli, fidanzate?
Infine una puntualizzazione al Patron Daniele Bizzozzero: sono le società a dare esempio di autorevolezza e organizzazione.
Chi scrive (i giornalisti) non può fare altro che prenderne buona nota.
Se però dentro la Calcio Lecco tutto deve passare attraverso il Patron è del tutto evidente che così facendo ne risentano comunicazione, autorevolezza, organizzazione.
Vogliamo chiudere questo editoriale invitando tutti ad ascoltarsi THE SOUND OF SILENCE di Simon & Garfunkel.

Perché siamo in Silenzio Stampa. Ma sopratutto il Silenzio Stanca.

La Redazione.

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