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Calcio Lecco, avanti un mese. Poi? Ecco gli scenari possibili

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Dopo l’ennesima giornata intensa, che ha portato una seconda inchiesta giudiziaria e l’appello dei calciatori alla città, ci si chiede quale sia la reale situazione in casa Calcio Lecco.

Proviamo a fare un po’ di ordine. Da quanto appreso oggi, l’indagine partita dalla Procura di Bergamo e sfociata giovedì nella perquisizione da parte della Guardia di finanza orobica della sede di via don Pozzi (oltre alle attività di Daniele Bizzozero e la sua abitazione) riguarda soltanto l’aumento di capitale sottoscritto lo scorso febbraio 2015 per un valore di 250mila euro. Risultano indagati, con l’ipotesi di falso in bilancio, Bizzozero e l’allora amministratore Ivan Corti.

Il nodo focale sono i titoli JP Morgan con cui il patron bluceleste garantì l’aumento in banca. Stando a quanto raccolto dai legali difensori di Corti, i titoli erano reali e il loro valore (un anno fa) copriva più del doppio della cifra deliberata. Ad avallare la tesi difensiva ci sarebbe una perizia asseverata in Tribunale e il fatto che la banca li accettò senza problemi.

Nella società bluceleste c’è quindi moderata fiducia su questo fronte giudiziario. A preoccupare – e non poco – è invece la vicenda personale di Daniele Bizzozero, agli arresti domiciliari per l’inchiesta della Procura di Siracusa “Walking card”. Il futuro del Lecco ruota attorno a quello del suo patron. Se la posizione di Bizzozero si alleggerisse (magari attraverso il Tribunale del Riesame che potrebbe ridurre la misura cautelare) nel giro di un mese, sarebbe possibile trattare con possibili cordate o imprenditori interessati, sia la cessione sia un eventuale ingresso di soci. Avviare quindi un vero e proprio piano di salvataggio. Nel frattempo si potrebbero istituire delle deleghe, ma fino a un certo punto: per le decisioni importanti serve il socio unico della Calcio Lecco.

Il segretario Ivan Corti ha fatto sapere, sempre attraverso il suo legale, che per venti giorni-un mese le risorse per tirare avanti ci sarebbero. L’ordinaria amministrazione, insomma. Ecco perché l’attenzione si sposta sul periodo post-stagione. Se la posizione di Bizzozero non cambiasse, o venisse accertato che il denaro frutto dell’indebito utilizzo delle carte di credito clonate è stato utilizzato per coprire le spese della Calcio Lecco, il quadro diventerebbe davvero negativo anche sotto il profilo sportivo e ci sarebbe ben poco da fare.

In sintesi, soltanto un alleggerimento della posizione di Bizzozero (difficile, ma possibile: in questa direzione lavorano i suoi avvocati) permetterebbe al Lecco di evitare una stasi mortale e avere margine di manovra per uscire dall’impasse. Una cosa è certa: non sarà affatto semplice.

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