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C3, BluCeleste in profondità

Se la ragione vale più della passione

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Tempo di lettura 5 minuti

No! Troppo brutto per essere vero. Quello andato in scena ieri pomeriggio al Rigamonti Ceppi è sembrato agli esterrefatti spettatori un film horror.

Perdere la prima gara interna ci può stare, perdere 0-5 in casa ci può stare molto meno…

Perdere la dignità sportiva e il senso della maglia che si indossa, è gravissimo.

Rimane lo smacco che questa sonante batosta avrà l’aggravante di entrare negli annali della storia. Quando a qualche giovane tifoso del futuro che si prenda briga di spulciare gli annali calcistici del Lecco, dovremo raccontare il perché di questa debacle, non sarà sicuramente facile raccontare che in questa “manita” subita, quello che è accaduto in campo è la cartina di tornasole della pochezza che sta a monte.

Lungi da noi il pensiero di muovere critiche e rimproveri al manipolo di giovanotti di belle speranze scesi in campo (la maggior parte di sole speranze), surrogati da quattro-cinque “vecchietti” con un minimo di esperienza.

Non ci sono colpevoli in campo per quello che ci riguarda. Nessun colpevole. In campo non c’era nessuno!

Il disastro è altrove, sopito, fintamente imbellettato, verbalmente giustificato, spudoratamente nascosto.

Il risultato di domenica è figlio di tutto questo. Se dovessimo chiederci oggi di chi è la proprietà della Calcio Lecco, non sapremmo cosa rispondere. È evidente che non ci sono ufficialità di sorta che chiariscano quale sia la proprietà.

Ci si potrebbe chiedere anche chi è il presidente della Calcio Lecco, ebbene anche a questa domanda non ci sono risposte. Semplicemente non c’è nessun presidente!

Per la verità fino a metà luglio un presidente il Lecco lo aveva: Evaristo Beccalossi.

Ma anche nel caso di Beccalossi, stiamo parlando di un presidente non nominato da un Consiglio di amministrazione come prassi vuole per le società di capitale (Srl, Spa), ma nominato così, tipo: “Fai tu il presidente che sei rappresentativo”…

Non risultano atti ufficiali di nomina.

Ci consenta una piccola battuta l’ormai ex “presidente” Beccalossi. Aveva dichiarato che appena si fosse conclusa la vicenda ripescaggio in Lega Pro, oppure iscrizione alla D, avrebbe “vuotato il sacco” perché a suo dire c’era molto da chiarire.

Beccalossi è stato avvistato al Brera a Milano. A Lecco stiamo ancora aspettando che “vuoti il sacco”.

Potremmo continuare a chiederci chi gestisce l’andamento ordinario, la normale routine della segreteria, la vita organizzativa di una società, anche perché aveva gettato la spugna, andandosene a Renate, lo storico segretario Ivan Corti.

Anche qui il tutto viene affidato a un volenteroso giovanotto, di professione non segretario calcistico, definiamolo piuttosto “facente funzione”.

Al capitolo direttore sportivo, prendiamo buona nota che si passa da un Cappelletti della scorsa stagione, a un Gonzaga che viene però gratificato della definizione di “consulente tecnico”, perché se fosse DS sarebbe un palese conflitto di interessi, essendo il suddetto Gonzaga di professione procuratore e agente Fifa, quindi in palese violazione delle regole federali se fosse definito DS…

Una figura identificabile, marmorea, inappuntabile, in questa società però esiste: Sandro Meregalli AD.

Qualche inciampo, qualche strana dichiarazione, date e annunci un pochino pressappochistiche, il buon Meregalli potrà concedercelo.

Siamo passati da un settore giovanile che a luglio sarebbe dovuto andare in tournèe in Russia giocando con squadre di A e B. Siamo arrivati alla presentazione di “gestori tecnici” alla Trunfio & Palumbo… presentati ufficialmente, e scomparsi dopo una sola settimana.

Poi la fiction del ripescaggio in Lega Pro: certa, certissima, anzi no! La fideiussione non viene accettata dalla Lega, risultato diritto sportivo acquisito quindi Lega Pro, invece, è noto, si rimane in D!

In mezzo altre piccole amenità: cavi della corrente che escono dagli spogliatoi e salgono all’esterno della sede per raggiungere il piano uffici (bollette non pagate?) , dichiarazioni sempre dell’AD che ribadiva: i nuovi soci saranno presentati la prossima settimana, poi rinvio: tra qualche giorno, ultimo annuncio sulla carta stampata “entro il 16/20 agosto presenteremo la nuova proprietà”. A oggi tutto tace!

Che dire della rinuncia a disputare la Coppa Italia Tim. La motivazione è stata: alla proprietà non interessa, perché dice che è una manifestazione che ha solo costi e non ritorni.

Il Seregno ringrazia!

Quello che vediamo in campo, è quello che sta dietro a chi scende in campo.

Come diceva quell’adagio: tutto cambia niente cambia.

Ieri, un amico tifosissimo del Lecco e appassionato di pittura, quadri, mi diceva: “Se oggi dovessi dipingere un quadro del Lecco, una figura, dipingerei Una Natura Morta”.

Dio non voglia! Se la passione superasse la ragione, saremmo sempre vincitori.

Lynotipe

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