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Federico Rusconi lascia il nuoto dopo tredici anni di successi

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Uno dei nuotatori più vincenti degli ultimi anni nel nostro territorio, e in casa Canottieri Lecco, appende la cuffietta al chiodo.
Federico Rusconi, 24 anni, lascia dopo tredici stagioni agonistiche, di cui le prime quattro con la maglia della Lecco Sport e le restanti in Canottieri. Il suo palmarès parla da solo. Solo per restare alle acque libere: cinque Traversate Onno-Mandello, numerosi successi alla Lecco-Malgrate e alla Bellagio-Lierna, il Giro di Piona, la Ocean Men nel Lago d’Orta.
«È stata una scelta abbastanza sofferta –  spiega – Era più di un anno che pensavo a quando sarebbe stato, e come sarebbe stato il ritiro. Ho preso questa decisione adesso, per vari motivi: in primis per la scuola, perché sto per conseguire la laurea triennale in Ingegneria della produzione industriale al Politecnico di Lecco. La mia intenzione è proseguire gli studi e come impegno diventerà molto gravoso, dunque conciliarlo con almeno sei allenamenti a settimana sarebbe difficile».
C’è anche una questione emotiva?
«Ho un po’ perso gli stimoli che avevo due anni fa di allenarmi e fare bene, quindi smetto anche se il nuoto è la mia passione».
Potresti comunque uscire dall’acqua per riscoprirti allenatore.
«Restare nel mondo del nuoto sarebbe un sogno per me, perché comunque lo amo, e farlo in Canottieri Lecco, con cui ho gareggiato per tanti anni, sarebbe la mia aspirazione, a fianco del mio tecnico e amico Maurizio Pompele. Di certo, una volta a settimana, allenerò i ragazzi dell’associazione Oltretutto 97: ho già provato come accompagnatore lo scorso anno e mi è piaciuto».
Cosa ti resterà, di questi tredici anni di competizioni e successi?
«Il ricordo più bello è legato all’estate del 2013, a Roma, dove conquistai il bronzo italiano nei 400 stile libero e il titolo tricolore con la 4×200 di categoria per quanto riguarda le gare in vasca. Per le acque libere, faccio fatica a trovarne una che mi abbia dato più emozioni delle altre, è la mia passione. Forse la più bella in assoluto è la Traversata Onno-Mandello, per l’entusiasmo della gente: quando esci dall’acqua che ti fa sentire orgoglioso di te stesso. L’esperienza più intensa è stata quest’anno al lago d’orta, dove ho vinto una gara di 14 km stabilendo il record della manifestazione. È stata una lotta contro me stesso e quindi una grande soddisfazione».
A Rio il nuoto italiano ha brillato nelle lunghe distanze. Non è che vedendo queste imprese ci ripenserai?
«Paltrineri e Detti li conosco bene, pensare che gareggiavamo insieme mi fa un certo effetto. Ogni volta che vedrò il nuoto o i miei compagni gareggiare sentirò la nostalgia, ma di certo non avrò ripensamenti, perché ritornare a questi livelli, una volta ritirato, non è mai una passeggiata».

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