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C3, BluCeleste in profondità

Calcio Lecco, un buco con niente intorno

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Tempo di lettura 9 minuti

No! Nessuna calamità. Fortunatamente nulla di grave. Solo un gioco,la parodia di una pubblicità di qualche anno fa. La ricordate? Faceva così: “Polo, un buco con la menta intorno”.
Nel titolo di questo odierno editoriale c’è solo ironia, un’ironia amara.

In questa ironia non mettiamo però solo la Calcio Lecco 1912, ma anche una certa stampa, un po’ ammiccante, genuflessa, attenta sopratutto a non creare problemi, a non sollevare diatribe.

Ma anche disattenta, certa stampa, pronta a segnalare notizie ed episodi eclatanti, e altrettanto sbadata nel ricordarli e analizzarli dopo il momento in cui si sono verificati. Dove vogliamo andare a parare? Lo diciamo subito. Riprenderemo qui di seguito un certo numero di enunciazioni, proclami, decisioni evaporate, persone volatilizzate, cariche vacanti. Tutto questo in ordine sparso ma documentato da riscontri oggettivi. Il fine è quello di mantenerne memoria, proprio perché non “passi tutto in Fanteria”.

Eccoci allora con qualche chicca che vale la pena ricordare:

1) Salvatore Trunfio e Carmine Palumbo: presentati ufficialmente come i responsabili dell’area tecnica della prima squadra, dopo una “brillante” conferenza stampa nella quale non hanno praticamente spiccicato parola, vengono (si fa per dire) sollevati dall’incarico dopo sette giorni.

2) Evaristo Beccalossi: presidente nei due precedenti campionati, non si capisce però se nominato ufficialmente da un Consiglio di amministrazione, oppure se la nomination era stata più stile “Grande Fratello”. Prima che questa disgraziata stagione inizi, dichiara: “Quando sarà tutto a posto vuoterò il sacco!” La stagione è iniziata (male), sacchi vuoti non se ne sono visti. Neppure lui si è più visto, il “Becca” è emigrato al Brera di Milano, e segnalato in trasmissioni calcistiche in Tv. Ma Beccalossi è ancora presidente o no? Se non lo fosse più, qualcuno ha avuto notizia di dimissioni ufficiali?

3) Ivan Corti – Marco Mandia: messa in archivio la dipartita dello storico segretario Ivan Corti (passato al Renate), la segreteria viene presidiata tutta settimana da Marco Mandia, un volontario, passateci il termine. Mandia offre comunque il suo contributo alla gestione concreta di tutte le necessità che riguardano l’organizzazione di una società di calcio.
Ma anche questa figura professionale, dopo tre mesi e più, vista la situazione di poca governabilità e credibilità della società, getta la spugna e lascia la sua mansione. Allo stato attuale la segreteria della Calcio Lecco non è presidiata durante il giorno (provate a chiamare la sede oppure a suonare il campanello e vedrete che non ci sarà risposta alcuna). Facciamo notare che forse in Terza categoria non esiste un segretario in sede durante il giorno o in occasione della partita. Qui stiamo parlando di una società con 3 campionati di serie A, 11 di serie B, 45 di serie C, e una storia di ben 104 anni.
Purtroppo, chi oggi dovesse interpellare la segreteria di questa gloriosa società, si troverebbe a colloquiare con il silenzio, con nessuno…

4) Gigi Comi – Settore giovanile: dopo che il redivivo settore giovanile dello scorso anno era ormai andato altrove (scegliendo lidi più affidabili e confacenti), si provvede a “fondarne uno nuovo” e si affida la responsabilità a tale Comi. Si riesce a iscrivere le squadre ai campionati di competenza, quindi tutto a posto, no? A posto è poco, anzi nulla, si iscrivono le squadre ma ci si dimentica che per giocare ci vogliono i giocatori… No giocatori, no party!
Così le squadre Pulcini e Giovanissimi salutano (si fa per dire) i campionati, che non li hanno visti protagonisti di una sola gara.
Ciliegina sulla torta, il signor Comi si dimette.
Un sintetico comunicato dichiara che Comi lascia come da accordi con la società, dopo avere contribuito alla formazione del settore giovanile della Calcio Lecco.
Ma scusate: qualcuno crede che il responsabile di un settore giovanile possa costituirlo in un mese e mezzo e poi lasciare l’incarico… ma siamo sobri o forse mangiamo i sassi? Fate le vostre considerazioni.

5) Campi di allenamento: male antico, si dirà. Vero! Ma nelle scorse stagioni Bione, Lambrone, Rio Torto avevano comunque mantenuto accettabile la distanza della squadra dalla città. Allo stato dell’arte la prima squadra si allena tra Pontelambro e Giussano. Perché non a Lodi, già che ci siamo! Il settore giovanile del Lecco, invece, emigra a Robbiate. Immaginatevi l’entusiasmo di quei genitori che devono portare i figli ad allenarsi da Lecco (20 km), oppure altre località ancora più distanti.
Voci trapelate dalla società raccontano di scelte obbligate, in quanto non si sono trovate soluzioni più vicine per prima squadra e giovanili. Ma le soluzioni più vicine si sarebbero potute trovare: bastava saldare i contenziosi in essere con molti dei soggetti proprietari dei campi vicino a Lecco, e il problema, magicamente, si sarebbe risolto.

6 ) Tiziano Gonzaga: il “Consulente tecnico”(non può fare il DS perché procuratore e agente Fifa, quindi se operasse come DS contravverrebbe le norme federali, e sarebbe oltretutto un palese conflitto d’interessi).
Nell’allestimento della rosa della prima squadra trova il tempo per dichiarare: “Faremo una squadra che giocherà per il vertice del campionato, in una piazza come Lecco è la norma. Prenderemo giovani di belle speranze e 4/5 vecchietti esperti”.
Seguendo tale linee, vengono presi due portieri giovani di belle speranze (meglio di sole speranze). Martinez, che invece era già rodato al campionato di serie D, aveva lasciato il ritiro perché ritenuta offensiva l’offerta economica.
Gonzaga vira allora su Sperduti, portiere con esperienza e all’epoca senza contratto. Mai esordio fu più funesto. Il povero Sperduti alla prima in casa deve contare ben cinque palle in fondo alla rete bluceleste, e in occasione di due gol è gravemente colpevole. Si licenzia dunque Sperduti (alla prima di campionato) e si torna su Martinez, che questa volta trova meno offensiva la parte economica. Gonzaga pare fare intendere che la scelta sullo stesso Martinez sia di sua competenza. Voci che filtrano dalla sede, danno invece la scelta di licenziare Sperduti e reintegrare Martinez ascrivibile alla proprietà, quella vera, quella che detiene la Calcio Lecco 1912 srl.
Forse urtato da queste intromissioni in fase di mercato e scelte tecniche, Gonzaga si offende e dichiara a media e carta stampata che si metterà in stand by, finché non venga fatta chiarezza sulle sue mansioni, scelte e responsabilità.
Lo stand by di Tiziano Gonzaga dura solo un paio di giorni. Dal mercato arrivano il quotato bomber Crocetti e il regista Guitto. Per questi due buoni giocatori, Gonzaga gongola, lasciando pensare a una sua scelta di mercato ponderata e voluta. Sempre le solite voci di corridoio, raccontano invece di scelte pilotate dalla proprietà.

Dulcis in fundo: a Gonzaga, vista la dipartita del responsabile Comi, viene affidata con un laconico comunicato anche la responsabilità delle giovanili.
Forse è meglio che si fermi, la “società”, nel nominare Gonzaga responsabile di qualunque cosa: prima squadra, Settore giovanile, manca solo che venga nominato segretario e direttore generale e a Lecco fa tutto lui. Magari si potrebbe anche fargli guidare il pullman! Ah già, il pullman non c’è più, quindi è una posizione che per Tiziano Gonzaga non si apre…
Un uomo solo al comando. Però quello era ciclismo, qui siamo nel calcio.

Che dire, cari lettori? Ci sarebbe ancora molto da ricordare, e molto da scrivere. Non mancheranno né il tempo ne le occasioni.

Oggi vi lasciamo così, con la vecchia réclame: “Polo, il buco con la menta intorno.”

Il titolo del nostro editoriale recita: “Lecco, un buco con niente intorno.”

Facciamo così: quello che c’è intorno al Lecco, decidetelo voi. Noi francamente facciamo fatica.

Alla prossima.

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