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Rugby Lecco, la chiave tattica dei successi? Autostima e attacco

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Un inizio folgorante, con due vittorie in altrettante giornate di campionato e, in generale, una grande impressione di solidità fornita agli addetti ai lavori.
Il Rugby Lecco si gode lo splendido avvio di stagione in Serie B (condito dalle belle notizie giunte dal settore giovanile) e continua a lavorare in ottica futura; non solo verso il derby di domenica con il Sondrio, ma oltre, per un’annata che potrebbe tornare a vederlo protagonista.
I successi a Torino contro il Cus, e al Bione con Cogoleto, sono entrambi importanti: il primo perché maturato contro una squadra molto forte; il secondo perché ha confermato la maturità di una rosa ancora giovane, che non ha sottovalutato l’avversario, come richiesto alla vigilia da mister Sebastian Damiani.
E proprio con il tecnico abbiamo analizzato i due incontri, per cercare di capire quale fosse la chiave tattica che in questo momento sta lanciando in orbita i blucelesti.
«Sicuramente la difesa è importante – ha spiegato Damiani – Da quando sono arrivato, tre anni fa, ho sempre avuto un impianto difensivo funzionale per caratteristiche. Ma, senza un adeguato gioco d’attacco, non si va da nessuna parte, al massimo si vince di un punto. Il grande lavoro che ho fatto con i ragazzi, soprattutto con i più giovani, è stato mentale».
Damiani ha vestito così i panni dello psicologo, per convincere i suoi giocatori che si possono scegliere strade diverse dalla mischia, dalla maul, dalla fisicità del rugby tipicamente italiana.
«Ho fatto leva sulla loro autostima affinché si rendessero conto che la palla fra le mani non deve scottare, devono divertirsi ed essere positivi. Abbiamo lavorato sulla tecnica individuale, per ottenere un gioco meno verticale e usare meno i piedi».
Tutto questo senza snaturare l’identità difensiva della squadra, che due anni fa l’aveva portata al secondo posto in Serie B. «Serve equilibrio – prosegue Damiani – tra le due fasi, ma una mancava completamente. Adesso siamo la miglior difesa e il terzo migliore attacco, e il bel gioco porta i risultati».
Un Lecco meno “azzurro” e più “Puma”, dunque, con un’impronta tattica argentina. Forse anche per questo lavoro, che ha richiesto tempo, la scorsa è stata una stagione di transizione. Quest’anno, invece, si può provare a raccogliere frutti maturi. Cominciando da Sondrio.

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