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C3, BluCeleste in profondità

Interminabile agonia o eutanasia?

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La settimana appena trascorsa in casa Calcio Lecco, culminata con la sconfitta interna a opera dell’ultima in classifica, il Levico Terme, si può definire con un unico aggettivo: oscena!
Esonerato dopo Scanzorosciate mister Stefano Cuoghi, si presenta il nuovo mister Alberto Bertolini. Non il primo nome libero sul mercato dei tecnici, ma un’autentica bandiera, un’icona bluceleste.
Nemmeno il tempo di dirigere due allenamenti e scatta l’aggressione di un dirigente accompagnatore (accompagnatore de che?) a Bebeto che, schifato e intristito, abbandona suo malgrado la sciagurata barca del Lecco.
È del tutto evidente che Bertolini, essendo stato scelto dalla proprietà (Lario Auto Motonautica), quindi riconducibile a Bizzozzero, non può piacere alla triade Meregalli-Battocchi-Gonzaga.
Gonzaga che, pur essendosi dimesso da “consulente tecnico”,è presente al diverbio appositamente fatto scoppiare con Bertolini e culminato con l’allontanamento del tecnico.
A sua volta Meregalli, che aveva presentato ufficialmente Bertolini alla stampa, corre ai ripari con la nomina dell’allenatore della Juniores De Gaetano.
Probabilmente Meregalli, che in quanto amministratore unico dovrebbe avere condivisione di vedute con la proprietà, preferisce invece non “urtare” il dirigente accompagnatore Paolo Battocchi (suo amico e sodale da tempo). In questo senso va visto l’annuncio di De Gaetano.
Peccato che lo stesso mister della Juniores, dopo la cocente sconfitta interna con il Levico, si tolga di mezzo dimettendosi.
Sandro Meregalli a noi, più che un amministratore, sembra un annunciatore seriale. Annuncia ingressi societari mai avvenuti, ripescaggi in Lega Pro inesistenti, tournée russe mai effettuate.
Abbiamo le registrazioni video di alcune sue esternazioni in cui sottolinea che alla conferenza stampa di presentazione di Cuoghi e compagnia cantante, era presente anche la famiglia Meregalli, moglie e figli. “Perché io sono un uomo che non ha nulla da nascondere”…
In quella circostanza era parso più che altro un modo per tentare di guadagnarsi un bonus di fiducia, visto che la fiducia intorno a Meregalli e alla sua compagine già non abbondava.
Sarebbe come se alla Juve, al Milan o alla Roma, dovendo presentare il nuovo allenatore, il DG oppure l’AD si presentasse con moglie, figli, suocera, nipoti.
Per quale ragione, a che pro?
Annunciatore seriale, abbiamo detto. In un intervento nella trasmissione “Il Blu e il Celeste”, a Lecco Channel, Meregalli dichiara che a breve, due-tre giorni, darà notizia di un importante ingresso in società.
Giornalisti, ascoltatori, tifosi, pensano all’imminente ingresso di nuovi soci. Non è così.
Meregalli si riferiva all’ingresso in società del nuovo addetto stampa Claudio Maglieri. Il quale ha ricoperto l’incarico due settimane, per poi rassegnare inevitabilmente le sue dimissioni.
Agonia ineluttabile. Nel mondo del calcio, Lega Pro e Serie D, ma anche in ambienti della B, quando si pronuncia il nome Calcio Lecco le battute ironiche e sarcastiche si sprecano.
Ci chiediamo dove sono adesso quegli addetti ai lavori (sui media)0 che in estate celebravano “il nuovo corso della Calcio Lecco”.
Dove sono coloro che, schifati, condannavano con disprezzo le parole dell’unico imprenditore vero presentatosi al capezzale della grande malata Calcio Lecco, imprenditore che aveva subito compreso e detto che non se ne sarebbe usciti se non portando i libri in Tribunale, ovviamente salvando il titolo sportivo?
Dove sono tutti questi illuminati?
Guardate la Triestina. Società gloriosa. Lo scorso anno era messa peggio del Lecco. Ha atteso il girone di ritorno, ha portato i libri in Tribunale, il titolo sportivo è stato mantenuto, ha terminato il campionato salvandosi; in questo campionato è partita con una nuova società solidissima, che non ha dovuto caricarsi i debiti prodotti da altri.
Risultato: primi in classifica, migliaia di tifosi allo stadio, vincerà alla grande il suo girone.
Probabilmente a Trieste ci sono persone più preparate che non a Lecco.
Quindi amici, lasciatecelo dire: meglio una “Eutanasia pilotata” che questa assurda e inarrestabile Agonia!

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