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C3, BluCeleste in profondità

The End.

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La città dei fantasmi, la città dei morti, con le saracinesche dei negozi inesorabilmente abbassate, con le strade che sembrano svuotate da un coprifuoco perenne. La città che non ha più sale cinematografiche. La città che all’ingresso del suo territorio mostra “orgogliosa” un fatiscente Centro sportivo comunale. La città dove la “vocazione turistica” raggiunge il suo apice con la “Festa del Lago”.

Questa è la città dove l’allegria ha l’immagine di una sogliola sfilettata sui banchi di una pescheria. Questa è la città che permette a chiunque di entrarvi e di raccontare qualsiasi bugia. Mostrando, la città, un anemico senso del pudore e del rispetto nel confronto dei suoi abitanti. Una città ricca, certo, con un PIL che non ha niente a che vedere con la media di quello Nazionale. Una città di imprenditori, molti continuatori di solide attività familiari, alla terza se non quarta generazione. Continuatori di attività storiche, certo, ma anche qualche innovatore di successo. Non tanti, ma qualcuno c’è.

Ci si aspetterebbe un po’ di partecipazione alla vita sociale, culturale, sportiva, da parte di persone che qui sono nate, cresciute, hanno studiato, sono entrate nelle aziende di famiglia dove producono prosperità. Invece poco. Se non il nulla. Nella città dei morti le avanguardie imprenditoriali rimangono chiuse nel paio di “Circoli che contano”. Di quello che accade in città, una città che è anche la loro, sembra importargli molto poco. Questa città, la città dei morti, si appresta a un nuovo funerale.

Uno dei più tristi. Un funerale che lascia sgomenti, perché non si è voluta trovare la cura per un eccellente malato, che è così diventato terminale: la Calcio Lecco 1912. Una storia centeneria (104 anni), tre campionati di serie A, tredici di serie B e tantissimi tra i professionisti di serie C. Una coppa del Torneo Anglo Italiano per squadre di C, una Coppa Italia della stessa serie. Uno dei pubblici più appassionati e passionali, una tifoseria sempre attaccata ai suoi colori, pagine di sport, gare, vittorie, sconfitte, gioie, amarezze, illusioni, delusioni, sofferenza e tanto ma tanto amore.

Questa città, la città dell’indifferenza, si appresta a celebrare il funesto rito della tumulazione della Calcio Lecco 1912. Tra non molto saremo orfani anche di questo affetto che ha riempito le nostre domeniche, a volte gioiosamente altre volte meno; ma per questi colori, per questa squadra, l’amore, la passione, la partecipazione non hanno mai mostrato cedimenti.

Muore la Calcio Lecco nell’indifferenza di molti e nell’interesse di altri. Ci si chiede cosa sarà di uno stadio glorioso, il “Rigamonti- Ceppi”, seppure bisognoso di cure visto lo stato di trascuratezza in cui versa. Ma nella città dei morti, la città degli egoisti e dei “circoli che contano”, la città dei fantasmi istituzionali, non ci sarebbe da meravigliarsise nascesse un parcheggio oppure un bel condominio e, perché no, un supermercato. E tutte le migliaia di persone che amano questi colori, il Blu e il Celeste? Insomma, possono sempre andare alle partite di Milan, Inter oppure Atalanta. Bergamo e Milano non sono lontane, no?

E il senso di appartenenza? L’orgoglio della mia città? E quelle maglie bellissime che correvano avanti e indietro su quel magnifico prato verde?

The End.
(This is the end, my only friend)
Jim Douglas Morrison (1943-1971)

This is the end, beautiful friendQuesta è la fine, mia bella amica
This is the end, my only friendQuesta è la fine, mia sola amica
the end of our elaborate plans,La fine dei nostri piani elaborati
The end of everything that standsDi ogni cosa stabilita,
The EndLa Fine
No safety no surpriseNessuna salvezza o sorpresa, la fine.
The End.La Fine.
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