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Calcio Lecco 1912

Dalla prima udienza a Motta: le ultime tre settimane blucelesti

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Giovedì 17 novembre, corso Promessi Sposi, Lecco. E’ il quinto piano del Tribunale ad ospitare la prima udienza fallimentare della Calcio Lecco 1912, messa alle corde dall’istanza presentata dall’ex giocatore Marco Mancinelli per un credito di centomila euro che si trascina dalla gestione Invernizzi ed è passato sotto le mani dei vari Calà, Galati, Stocco, FerraraBizzozero senza essere risolto.
Causa assenza del giudice designato, Dario Colasanti, il pm Nicola Preterioti rimanda tutti a due settimane dopo, chiedendo alla società bluceleste di redigere un bilancio mancante.

Durante questo tempo l’amministratore Sandro Meregalli, il legale Corengia, la proprietà e, presumibilmente, anche chi ha gestito il giocattolo con il primo di questa lista, mettono a punto la strategia per ottenere l’esercizio provvisorio, vista la speranza pari a zero di poter evitare il fallimento della Calcio Lecco 1912, società con centoquattro anni di storia sulle spalle.
C’è chi spinge per la riscossione del credito dalla famiglia Invernizzi (la proprietà), chi invece fa di necessità virtù e stila una lista di giocatori a basso prezzo da tenere o inserire in rosa, con conseguente piano di copertura dei costi sino al termine della stagione sportiva (Meregalli&Co).

Dalle due mani che tirano la giacca dell’Amministratore, la più convincente si dimostra essere la seconda. Sono i giorni in cui viene concesso a Rigamonti, MaticCrocetti di tornare a casa senza opporre la minima opposizione. Sono i giorni in cui Cardinio viene accostato al Renate. Sono i giorni in cui Meregalli entra nello spogliatoio e afferma di essere pronto a concedere lo svincolo a chiunque lo richieda dopo il primo dicembre, il giorno dell’udienza numero due. C’è chi non ci sta a salvare la faccia dell’Amministratore e saluta prima dell’apertura dei trasferimenti, come Guitto, c’è chi invece accetta il termine e rimane a difesa di un fortino diventato baracca nel giro di pochi mesi, capitano in testa.

Per due settimane consecutive si gioca in condizioni surreali contro CaravaggioSeregno, gare da cui arriva il punto del “Ferruccio” dopo un’ottima prestazione difensiva. Ma il tracollo sportivo è vicino e si concretizza il giovedì seguente, quando Corengia deposita la memoria difensiva per ottenere l’esercizio provvisorio (da 100mila euro secondo Meregalli, la realtà dirà cose ben diverse), mentre la squadra decide di non allenarsi e aspettare le comunicazioni dell’Amministratore prima di decidere definitivamente se giocare o meno nella domenica in arrivo.

Comunicazioni che arrivano il venerdì pomeriggio, quando il dirigente comasco sbarca al Rigamonti-Ceppi e afferma che «alcuni giocatori non li abbiamo inseriti nella lista consegnata nella memoria perché avevano manifestato la volontà di andare via», con conseguente rinuncia alla possibilità di ottenere i soldi dai parametri previsti dalla LND per i giocatori sotto contratto. Vanno via tutti i titolari, ma sotto vincolo vengono mantenuti Garofoli e Meyergue, visto che il loro nome compare nella famigerata lista e Meregalli non può permettersi di essere attaccabile di fronte all’eventuale e futuro curatore. Le dichiarazioni, sibilline, fanno pensare ad un ammutinamento della squadra, ma in realtà l’intenzione dell’amministratore, come già avevamo anticipato in precedenza, è quella di tagliare i costi del parco giocatori per ridurre sensibilmente la cifra da mettere a garanzia nella memoria difensiva. In altre parole, Cardinio e compagnia sarebbero stati svincolati in ogni caso dopo la gara contro il Ciliverghe per permettere alla memoria di essere collimante con la realtà economica della società Lecco. I giocatori hanno anticipato i tempi di qualche giorno, anche per togliere “aria” a Meregalli e “smascherarne” gli effettivi piani. Con buona pace della proprietà, scavalcata.

E si arriva, dopo le note e indecorose vicende del “Rigamonti-Ceppi” nel fine settimana appena passato, alla giornata di ieri, con la concessione dell’esercizio provvisorio da parte di Colasanti e la richiesta al commercialista monzese Motta di curare la pratica Calcio Lecco 1912 sino al termine della stagione; tutto previo il reperimento di 30mila euro, cifra che fa ben capire quali siano le intenzioni di Meregalli: mandare in campo una squadra di ragazzini per sei mesi, nemmeno quelli visti domenica considerato che la lunga mano di Gonzaga sta per portare ParraviciniCiserano insieme all’altro assistito Mapelli. E fa niente se i tifosi blucelesti rischiano di essere presi in giro da quelli di tutta Italia; fa niente se la dignità sportiva di questi giovanissimi calciatori viene calpestata; fa niente se centoquattroanni di storia vengono infangati. L’importante era salvare la baracca e scaricarla a qualcun altro. Sempre che si presenti un bilancio societario e le garanzie cartacee vengano effettivamente tradotte in moneta sonante.

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