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C3, BluCeleste in profondità

Errare è umano, perseverare è da arbitri

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Sarà un caso, ma guarda caso, tutti i fenomeni in via di distinzione della classe arbitrale operante in serie D, danno sfoggio di una malcelata cattiveria quando si trovano a dirigere le partite in cui in casa o fuori gioca il Lecco.
Non siamo tra quelli che per darsi un tono di democraticità e obiettività, parlano di “errori di valutazione” delle giacchette nere sempre e solo a senso unico (a sfavore del Lecco).
Piuttosto riteniamo che la squadra bluceleste abbia patito torti e decisioni quantomeno discutibili, per non dire decisioni dettate da un perverso sadismo e da cervellotiche interpretazioni, che per altro sono sempre state “interpretate” a discapito della compagine Lecchese.
Non faremo qui l’elenco degli errori e delle angherie che il Lecco ha dovuto sopportare sino a questo punto nel percorso del campionato.
Basta però andare all’ultima gara interna disputata contro il Ciserano: quanto accaduto non lo ha compreso francamente nessuno.
Questo non ha però tolto la possibilità allo sciagurato soggetto arbitrante di produrre pesanti e inappropriate sanzioni, con squalifiche e gara da giocare a porte chiuse.
Piove sul bagnato!!
Che la stagione in svolgimento fosse per il Lecco forse la più nefasta della sua storia ultracentenaria, era di pubblico dominio. Ma che a rendere questa sfortunata stagione ancora più difficile ci siano stati una quantità industriale di torti ed errate decisioni arbitrali non lo avevamo messo in conto.
Non sono solo errori.
Ci pare di leggere in talune direzioni patite a danno del Lecco, anche un po’ di sadico piacere, un po’ di insano protagonismo, come a volere dimostrare di essere proprietari del destino di una nobile decaduta, il Lecco. Società da anni senza voce in capitolo in Lega Calcio.
Visto che del Lecco in Lega pare non importi un fico secco a nessuno, ecco allora recapitare alle partite dei Blucelesti una serie di mocciosi vestiti da arbitri o guardalinee.
Abituati a pollai che raramente paiono uno stadio, i mocciosi in oggetto si scatenano appena posano i loro scarpini sul sacro suolo del Rigamonti-Ceppi.
I guai prodotti da questi soggetti potrebbero costare molto caro alla compagine Lecchese.
Auguriamoci di essere più forti della sfortuna, e anche di una prevenzione palese che sfocia in domenicali ingiustizie.
Certo nessuno si aspettava favori o arbitraggi condiscendenti. Ma nemmeno una tregenda di proporzioni universali, come quella che si è abbattuta sulla Calcio Lecco 1912 in questi ultimi mesi.
Il problema, cari lettori, è che noi non abbiamo neppure la possibilità di fare valere le nostre ragioni nelle sedi opportune.
Anzi, per meglio dire, procediamo a ricorsi e lamentele varie, in modo corretto secondo le procedure, inoltrandole in modo scritto. Manca, però, l’anello di congiunzione in Lega. Manca chi impugni le prove dei torti e pretenda giustizia.
Dovremo combattere nelle poche gare rimaste anche contro questo atteggiamento arbitrale che molto ci ha penalizzato.
Auguriamoci che siano errori di inesperienza, perché se dietro ci fosse una strategia dettata da non chiari propositi, allora l’impresa sarebbe ancora più ardua.
 
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