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Rugby Lecco, dall’Under 18 alla Serie B: la rivelazione dell’anno è Vacirca

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È stata la più bella sorpresa della stagione. Catapultato dall’Under 18, di cui è il capitano, al palcoscenico della prima squadra, Davide Vacirca ha conquistato i favori degli addetti ai lavori e dei sostenitori del Rugby Lecco, dimostrando che la scelta di coach Sebastian Damiani era ponderata e vincente.

«La stagione come Under 18 è andata da subito benissimo, purtroppo funestata a metà dalla scomparsa dell’allenatore Carlos Merino – commenta Davide – Poco dopo è arrivata la convocazione da parte di Damiani e io l’ho interpretata come un segno. Mi ha permesso di mettermi in gioco prima come persona, poi come giocatore: la Serie B è l’obiettivo finale di noi giovani ma si rischia di non arrivare pronti. Rendersi conto di essere all’altezza è motivo di orgoglio, mi ha spronato a diventare punto di riferimento per i miei compagni dell’Under 18, sempre con umiltà perché la strada è ancora lunga. Però mi ha sicuramente infuso grande consapevolezza».

In Serie B sei stato subito protagonista.
«Non mi hanno portato per fare presenza, tutte le volte sono riuscito a ritagliarmi degli spazi da 20-25′ e in due occasioni, contro Cus Milano e Sondrio, a giocare da titolare. Quest’anno sono davvero molto soddisfatto. La testa ora è alla finalissima di domenica col Fiumicello per la promozione nel campionato Under 18 Élite».

Quali sono le principali differenze tra Under 18 e Serie B?
«Sicuramente dal punto di vista del gioco bisogna pensare più velocemente, i dettagli fanno la differenza. Lo scarto di gioco e di impatto è notevole, quando arrivi in Serie B ti rendi conto che sei un ragazzo e gli uomini fatti e finiti sono gli altri. È diversa la mentalità in allenamento, il modo di fare le cose: ad aiutarci il fatto che noi, al Rugby Lecco, utilizziamo la stessa impronta di gioco a ogni livello. Questo rende l’adattamento meno complicato».

Cosa significa vestire la maglia bluceleste?
«Sono fiero di poterlo fare, di essere il capitano dell’Under 18 e di avere avuto la possibilità di farmi notare in prima squadra».

A giudicare dalla maturità mostrata non solo in campo, a Davide Vacirca il futuro non può che sorridere.

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