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Caro Osservatorio, ci spieghi

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“Al lupo, al lupo!”. Nella nostra testa, sette giorni fa, è rimbalzato quel pezzo della celebre favola di James Orchard Halliwell-Phillipps. I cento biglietti concessi ai tifosi della Calcio Lecco in vista della trasferta dello “Speroni” di Busto Arsizio, Provincia di Varese, sono subito sembrati essere misura impopolare ed eccessiva, soprattutto dopo la ventata di liberalizzazione arrivata dall’Osservatorio sulle manifestazioni sportive in merito a tamburi, tessera del tifoso e striscioni.

Una limitazione, onestamente, fuori logica per una gara che non produce episodi degni di nota da ormai sei anni. Come non stupirsi, poi se, a una settimana di distanza, nè Osservatorio stesso, nè Prefettura di Varese alzano il dito o l’attenzione sul derby Varese-Como? I tifosi lariani, infatti, non dovranno fare i conti con nessuna misura speciale, nominalità del tagliando a parte, per la trasferta allo stadio “Ossola”esodo garantito, prevendita aperta a tutti, prezzo invariato (10€, ndr) nonostante l’importanza della gara in programma.

Sia chiaro: un derby deve essere vissuto come tale, con quanto più tifo possibile a farvi da contorno, ma, a maggior ragione, viene da chiedersi perchè siano sempre e soltanto i tifosi della Calcio Lecco a dover sottostare alle cosiddette misure speciali”. Dobbiamo davvero credere che la rivalità tra blucelesti e bustocchi sia da considerare “a rischio”, mentre quella tra comaschi e varesini non vi rientri?

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