Seguici

Calcio

Calcio Lecco, De Paola riparte con le idee chiare: “Sono qui solo per vincere. Bizzozero…”

Condividi questo articolo sui Social
Tempo di lettura 5 minuti

“Il bello e il brutto delle grandi piazze è che ti danno tanto quanto ti tolgono. Due anni fa trovai uno spogliatoio con uno spessore umano e tecnico di grandissima qualità. Ora ho trovato una buona squadra, che vive però male la situazione in cui si trova. Mi piace il casino, sono pronto alla lotta.”

Riparte da queste parole Luciano De Paola, che questo pomeriggio si è (ri)presentato alla stampa. E si è ripresentato, bene o male, cavalcando quelli che sono i suoi cavalli di battaglia.
Subito, senza girarci intorno, parla delle prime modifiche che vuole apportare: “Tagli alla rosa? 30 giocatori non li alleno, 5-6 vanno direttamente in Juniores (Colombo, Benedetti e Granata, tanto per cominciare). Lo faccio soprattutto per loro. Modulo? Abbiamo tre attaccanti forti, è normale che devo giocare con due. Sicuramente preferisco giocare a 4, ma senza Cristofoli (due giornate di squalifica, ndr) e, forse, Castagna potrei dover cambiare. Altri ritorni del vecchio Lecco? Sugli esterni potremmo prendere un giocatore importante, a destra un giovane forte. Ora lavoriamo su quello che abbiamo.”

Di sicuro la conferenza non risulta essere noiosa, scorre veloce tra una dichiarazione forte e un siparietto telefonico con Aimo Diana (“è mio figlio”, spiega).

A cosa può aspirare questo Lecco? “Ho visto Rezzato e Pro Patria, sono buone squadre, che hanno giocatori di spessore in grado di cambiare da soli le partite. Noi abbiamo due bomber tra i migliori della categoria, loro e Castagna devono essere messi nelle condizioni di rendere al meglio.”

Il ritorno a Lecco, dicevamo: mettere la maglia bluceleste non è una cosa che si può fare a cuor leggero: “A Lecco devi gestire tante cose, ma ci puoi giocare solo se hai le palle, altrimenti raccogliamo la cassetta e ce ne andiamo. Bisogna capire che giocare qua è diverso, non tutti l’hanno ancora fatto. Di Nunno è vulcanico, uno spaccacoglioni che vuole vedere le cose andare bene. Rivincere sarà difficile, il presidente deve capire che l’allenatore e la squadra hanno bisogno di lavorare. Io sono molto ottimista, altrimenti non avrei scelto Lecco.”

E l’ambiente è provato da due mesi così così: “Questa è una sfida molto difficile, è normale che io possa stare sulle palle. Sono dritto e non mi piace vedere il cinema, qui non si può ragionare come nei dilettanti. Tutti dobbiamo essere dei professionisti per arrivare in paradiso, allenatore, squadra, tifosi, magazziniere e pure voi (i giornalisti, ndr). Non per forza possiamo vincere subito, Delpiano aveva fatto un buon lavoro, ma la presidenza ha deciso di cambiare.”

Anche per De Paola il Lecco rappresenta un’occasione per rilanciarsi dopo Lumezzane: “Parentesi non negativa. Ci sono state cose che non mi sono andate bene, a gennaio il presidente mi ha smantellato la squadra e dopo tre giornate me ne sono andato.”

Il punto più importante, durante la conferenza, lo si tocca con l’inevitabile domanda su Bizzozero? “Sono stato chiamato dal presidente in persona, ho parlato con lui per tre ore. Io non sono l’uomo di nessuno, sono stato quello di Bizzozero quando mi ha pagato e dato da lavorare. La vita va avanti, ora sono l’uomo di Di Nunno; sono l’uomo di chi mi paga. Ad un certo punto Bizzozero si deve rassegnare, di presidente ce n’è solo uno. Ingerenze da fuori? Ripeto, parlo con il presidente e con il direttore sportivo, che ho voluto accanto a me. Sono orfano in tal senso.”

Il mix lecchese rimane esplosivo: “Il presidente è il proprietario della società ed è normale che faccia quello che vuole, ma deve capire che questa squadra non ha grandissimo spessore dal punto di vista caratteriale. Non può entrare sempre nello spogliatoio e massacrarli. Non sono venuto qua a prendere lo stipendio, sono venuto qua per vincere e basta.”

Condividi questo articolo sui Social
.
.
.
.

Lecco Channel Web Radio

LECCO CHANNEL NEWS TV

SEGUICI SU FACEBOOK

Altre notizie in Calcio