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La storia | Ester Franco e la figlia Giada, avversarie per una partita

Giada Bianchi e la madre Ester Franco
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Tempo di lettura 4 minuti

Evento eccezionale sabato sera al Bione nel match tra Picco Lecco ed Euro Hotel Monza. La madre: «Emozione speciale»

Mamma contro figlia. Non capita tutti i giorni, ma quando succede è speciale. Basta chiedere a Ester Franco, schiacciatrice della Picco Lecco in B2, che sabato sera al Bione ha incrociato dall’altra parte della rete la figlia Giada Bianchi, impegnata con l’Euro Hotel Monza.

Sul campo è finita 3-0 per le lecchesi, ma il derby familiare è stato un ovvio pareggio di emozioni. «Sinceramente attendevo questa partita da tempo perché è più unica che rara», commenta Ester Franco a LCN. «In passato avevo provato a giocare con lei nella stessa squadra, possibilità poi sfumata per problemi di tesseramento. Farlo da avversarie è ancora più speciale. Condividere un momento della nostra passione significa rinsaldare il nostro legame».

Giada, a soli 16 anni, gioca già in un campionato nazionale come la B2 ed è stata in ritiro con le nazionali giovanili.
«Non ha ancora avuto esperienze internazionali ma è dotata di grande talento, direi maggiormente sviluppabile della madre. Ha caratteristiche ben delineate. In questo periodo io sto ricevendo bene e magari la paragonano a me, cosa che le fa piacere, ma siamo molto diverse come giocatrici e credo che lei abbia un ottimo potenziale».

Una “figlia d’arte”, come si dice in questi casi. Le hai trasmesso tu l’amore per il volley?
«Direi di no. Ha fatto tanti altri sport prima di provare il volley, io non ho dovuto affatto forzarla. Lo ha scelto lei, e sono contenta soprattutto perché è uno sport di squadra. Spesso vado a vedere le sue partite e a fine gara ci troviamo a commentare le situazioni, anche se cerco di non intervenire a livello tecnico. Cerco piuttosto di darle consigli sulla gestione della pressione e degli impegni, ma lei è brava di suo a gestire sport e scuola.  A quell’età ci sono tante cose per la testa. Ci sono già passata, quindi parlare con me può servirle a sfogarsi su alcuni aspetti di campo come gli allenamenti, il rapporto con le compagne o l’allenatore».

Come ha reagito tua figlia a questo evento, sfidare un genitore?
«Era molto emozionata. Sabato eravamo a casa insieme e notavo che il suo pensiero andava continuamente alla partita. Entrambe tenevamo a fare bella figura e allo stesso tempo eravamo combattute… Una sensazione particolare che per essere compresa appieno andrebbe vissuta».

Questo è come avete sentito la sfida in casa. Ma gli altri come l’hanno vista da fuori?
«Le mie compagne erano molto contente. Non è mancato qualche episodio particolare: una di loro ha fatto punto direttamente su Giada ed era un po’ imbarazzata; le ho detto che non c’era problema, era tutto normale. Le compagne di Giada invece la prendevano bonariamente in giro da tempo, essendoci dall’altra parte sua madre… Cose del tipo “Se giochi troppo bene tua mamma non ti darà più da mangiare”».

Ester, una considerazione sulla reazione offerta dalla Picco. Dopo due ko, sono arrivate altrettante vittorie consecutive.
«La partita con Olginate era la più sentita, c’è stato un buon approccio per riparare alle due prestazioni costate la sconfitta. Ora abbiamo un calendario fattibile con partite simili a quella col Monza, nelle quali non dobbiamo sbagliare per continuare ad avvicinarci alla vetta».

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