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Meneguzzo: «Noi troppo ingenui. Crema ha sfruttato le nostre mancanze»

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L’allenatore bluceleste commenta il folle finale del bigmatch, in cui il Lecco ha regalato il successo. «Loro bravi a crederci, ma non possiamo staccare la spina all’improvviso»

Una partita folle. E un finale amaro. Massimo Meneguzzo, a freddo, riflette sulla sconfitta del suo Basket Lecco a Crema , inquadrando i problemi che hanno impedito di cogliere una vittoria “impacchettata” con bravura per 38′, e ancora nel primo overtime, ma poi lasciata agli avversari.

«Noi ci abbiamo messo tanto del nostro a livello di ingenuità, con poca cura dei dettagli», spiega il coach. «Crema è una squadra con soli otto giocatori che possono stare in campo, ma sono tutti di grande esperienza e infatti a farci del male sono stati Del Sorbo e Ferraro. Nei momenti topici loro hanno sempre trovato il canestro».

Pesano gli errori commessi nei momenti fondamentali.
«Sulla bomba di Ferraro non abbiamo fatto fallo e non dovevamo lasciarlo libero sul perimetro per ricevere palla. Un’altra, presa sempre da lui, su situazione di pop-out in cui non abbiamo fatto cambio sistematico come invece era programmato. Sapevamo quello a cui andavamo incontro, sapevamo che loro erano in crescita. E comunque hanno recuperato anche Peroni mentre noi abbiamo avuto una settimana angosciante: Maccaferri si è allenato solo venerdì, Spera ha fatto dentro e fuori dal campo per l’infiammazione al tendine. Rimane l’amaro in bocca perché abbiamo condotto la partita per 50 minuti e l’abbiamo persa, per bravura loro che ci hanno creduto sino in fondo e per mancanza di attenzione nostra. Sul +14 eravamo consci che Crema avrebbe reagito: la reazione è stata veemente e non siamo stati capaci di porre un argine».

Un arbitraggio troppo “elastico”

«Chi viene ad amministrare la partita vuole intraprendere la strada dell’assoluta rigorosità, ma una volta intrapresa devi continuare a percorrerla. Dopo i tecnici fischiati alla panchina e a Dagnello, i cremaschi hanno tirato fuori il “machete” e noi abbiamo smesso di giocare. Le partite, nell’arco dei 40, anche 50 minuti come in questo caso, possono cambiare».

Male la squadra nei finali, ma a livello individuale alcune buone prestazioni, compresi Solazzi e Costa.
«I due giocatori nuovi ci stanno dando qualcosa. Su Solazzi e Costa non c’è niente da dire. Il problema è che non possiamo concedere break mentali di questa portata. Diventa importante che tutti siano concentrati sul pezzo, invece sembra che a volte alcuni si perdano e questo non va bene. Soprattutto se giochi in casa di una delle rivelazioni del campionato. Ormai in questo girone di ritorno tutti avranno “fame”, perché ci sono traguardi da raggiungere. Noi abbiamo il nostro. Dobbiamo entrare il prima possibile nei play-off».

 

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