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Video | Tacchinardi applaude il Lecco: «Ottenuto quanto cercato da tempo». Caraffa e Draghetti: «Ottima intesa»

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Quelle di mister Tacchinardi, Davide Caraffa e Gianluca Draghetti sono tre facce felici della stessa medaglia.

Soprattutto fa piacere vedere quella dell’ultimo, passato dalle lacrime, trattenute a stento, di Crema al largo sorriso del post Lecco-Scanzorosciate. La gara contro i bergamaschi ha messo in mostra i giovani muscoli blucelesti, lucidati a dovere da un tasso tecnico non di secondo piano. Prendete Caraffa: il suo deficit fisico rimane sempre sulla carta, perchè il 19enne fa a sportellate con chiunque gli passi a fianco, non disdegnando nemmeno le giocate di fino. Al “Rigamonti-Ceppi” Draghetti, Meyergue e Bignotti hanno ringraziato sentitamente uno dei giocatori più apprezzati dalla tifoseria.

Coraggioso anche Tacchinardi a mettere da parte qualche elemento più esperto per fare spazio alle gambe veloci della gioventù blucelesti. Rigore di Giangaspero a parte, il Lecco non ha rischiato praticamente niente: «Sono assolutamente soddisfatto della prova dei miei ragazzi – spiega il tecnico a Lecco Channel News -. Hanno ottenuto quello che cercavano e per cui lavoravano da tempo, questa è una scossa bella forte alla nostra stagione. Draghetti è un giocatore che volevo sempre inserire, ma rimanendo sempre in dieci non mi è stato possibile. Dispiace solo per Marchio, che sta attraversando un momento di difficoltà e deve rialzare la testa». Con il rientro di Cristofoli, non sarà facile rinunciare a uno dei tre là davanti: «Parliamo di un giocatore che quando sta bene è tra i migliori centravanti della categoria. Questa settimana abbiamo speso tanto, bisogna tenere anche di questo. Fabio rientrerà, vedremo chi affiancarli». Chiusura su Petrilli: «Nicola è un giocatore che si presenta da solo, da domani lo valuteremo».

Il raggiante sorriso di Draghetti, dicevamo: «E’ una bella soddisfazione questa – ci spiega l‘esterno felsineo – abbiamo disputato una grande gara. Il dito portato alla bocca dopo il gol? Era rivolto verso i miei compagni, con cui ci prendiamo in giro durante la settimana. Nessun problema con chi stava fuori dal campo». Più moderato Caraffa, cui comunque brillano gli occhi quando parla di Lecco: «Questa è una piazza che ti carica sempre, che ti spinge a dare quel qualcosa in più.»

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