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Calcio Lecco, la stagione partirà la “terza” di luglio. Oggi giocherebbe così

Marco Gaburro con il suo nuovo staff tecnico
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Domenica 22 luglio, salvo cambiamenti di poche ore, inizierà la stagione 2018/2019 della Calcio Lecco 1912.

In quel fine settimana i giocatori blucelesti scenderanno sul campo sportivo di Carenno per la prima sgambata con i loro nuovi (o vecchi, nel caso dei pochi confermati) colori addosso. Le prime mosse di mercato hanno sostanzialmente delineato l’ossatura della squadra, che per la prima volta sarà nelle mani del nuovo mister Marco Gaburro.

In rapida sequenza sono arrivati in bluceleste Andrea Malgrati, Riccardo Capogna, Jordan Pedrocchi, Tommaso Lella, Ilario Guadagnin, Gabriel Corna e Nicola SegatoSette nuove pedine, che vanno aggiunte alle conferme di Ivan Merli Sala, l’unica fin qui ufficializzata, Gianluca Draghetti, Marco Moleri e Davide Caraffa. Nomi alla mano, l’unica vacanza di organico in una potenziale formazione titolare è da ricercare nel ruolo di terzino sinistro, in cui troverà posto un altro giovane di serie (’99 o ’00). Definito da qualche giorno anche lo staff tecnico che affiancherà Gaburro nel suo lavoro: sarà formato da un bluceleste di lunga data come “Lele” Ratti, dal fedelissimo Boffetti, dall’ex portiere professionista Locatelli e dal coordinatore tecnico Brambilla.

Graficamente possiamo riassumere così quanto appena detto

Tornando al calciomercato, è più di una voce il prossimo innesto del difensore Carboni, anch’esso proveniente dal Gozzano, ma dal Piemonte potrebbe arrivare a anche Junior Messias, che, tesserato a dicembre, ha dato un ottimo contributo nella corsa verso la promozione in Serie C. Altro nome “caldo” è quello di Gullermo Perèz Moreno, “10” dei rossoblù (35 partite, 6 gol e 2 assist), un altro dei perni dell’ultima formazione allenata da mister Marco Gaburro.

La volontà del 47enne tecnico veronese è apparsa chiara sin da subito e le mosse di mercato l’hanno confermato: la pressione della passata annata, interna ed esterna, ha mangiato Delpiano e fatto sbottare Tacchinardi, che si sono ritrovati ad allenare un gruppo parzialmente scelto (nel caso del torinese) o ereditato da mesi di guerre su più fronti. Finora, invece, è stato lo stesso Gaburro a indicare la via su confermati e nuovi arrivi, non mancando di elogiare il presidente Paolo Di Nunno per quanto fatto anche sul fronte stadio. Non sarà, ovviamente, facile convivere con il fumantino carattere del numero uno bluceleste, ma “tenere botta” potendo contare su un guppo di elementi selezionati potrebbe garantirgli un tasso di tranquillità maggiore dei suoi predecessori. Del resto, è cosa nota che siano i calciatori a fare, in larga parte, fortune e sfortune degli allenatori.

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