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Basket Lecco, c’è da guarire la “sindrome dell’ultimo quarto”

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Tre sconfitte consecutive per i blucelesti, due delle quali maturate nelle battute finali. Negli ultimi dieci minuti il fatturato offensivo è inferiore a quello difensivo. L’analisi

Chiamiamola pure “sindrome dell’ultimo quarto“, o con perifrasi simili, il concetto non cambia. Il Basket Lecco soffre, in questa porzione di stagione, le battute finali degli incontri.

In campionato sono maturate tre sconfitte consecutive, complice il recupero di Cesena contro i Tigers, tutte fuoricasa. Ma più che “mal di trasferta”, pare funzionale sottolineare le difficoltà patite dalla squadra bluceleste nel mantenere intensità, concentrazione e soprattutto una media realizzativa adeguata nei minuti conclusivi, quando c’è da chiudere a chiave le partite o mettere un canestro in più delle avversarie in sfide estremamente equilibrate.

Uno scenario, quest’ultimo, verificatosi sia a Padova sia a Ozzano, dove il fatturato del Lecco ha avuto un brusco calo rispetto ai tre quarti precedenti: nell’ultimo periodo della trasferta in Veneto, 6 punti realizzati contro i 19 dell’avversaria, mentre in Emilia 14 contro 22. Estendendo il discorso alla trasferta di Cesena, recupero della seconda giornata, 14 contro 21.

In totale 118 punti contro 128 nei 10′ conclusivi

Nel totale stagionale, la squadra di Antonio Paternoster ha realizzato 118 punti contro i 128 subiti nel quarto periodo. Numeri che, ovviamente, sono da prendere con le dovute precauzioni, facendo ogni match storia a sé, ma che tratteggiano comunque una tendenza pagata a caro prezzo soprattutto lontano dal Bione.

Paternoster lavora con i suoi ragazzi, in netta crescita dal punto di vista tattico, anche su questo aspetto più squisitamente psicologico, se è vero che contro Urania, a Milano, il Lecco è stata capace, nemmeno un mese fa, di segnare 19 punti contro i 14 dei meneghini e sfiorare una clamorosa rimonta. Ciò a significare che la lucidità nei momenti topici è nelle corde della squadra. Gioveranno sicuramente una maggiore coesione (finalmente, escluso Favalessa, stanno tutti bene fisicamente e possono lavorare insieme) e la possibilità di rifiatare un po’ dopo i tanti impegni ravvicinati nelle ultime settimane.

Domenica al Bione arriverà la Pallacanestro Crema, formazione che alla pari del Lecco attraversa un momento di difficoltà, lontano dall’alta classifica dello scorso anno. Stringere i denti e serrare le file sino alla sirena non sarà soltanto importante. Sarà decisivo.

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