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C3, BluCeleste in profondità

«Qual è la vera vittoria: quella che fa battere le mani o quella che fa battere i cuori?»

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Tempo di lettura 3 minuti

Sono passate tredici giornate dall’inizio del campionato del Lecco.
Siamo sinceri: fatichiamo nel ricordare una partenza di tale portata, di tale potenza.
Scivolando con la memoria all’indietro non riusciamo a focalizzare un campionato negli ultimi dieci anni in cui si possano annoverare, su un lotto delle prime tredici gare, undici vittorie e due pareggi.

Il Lecco sta tenendo un ritmo impressionante, il passo è quello della vittoria del campionato.
A questo punto del torneo l’unica compagine a tenere botta è la Sanremese, che sarà l’avversario del Lecco sabato al “Rigamonti-Ceppi”, in uno scontro diretto che potrebbe delineare una traccia netta nel campionato dei blucelesti.

Gioco, vittorie, entusiasmo.
Visto così sembra tutto facile, scontato, alla portata.
Non è proprio così! Il campionato è lunghissimo, basti ricordare che lo scontro diretto di sabato è la quattordicesima giornata.
Facile ricordare che i campionati si vincono nel girone di ritorno, di solito intorno al mese di marzo. Nelle partite del girone d’andata è importante mettere “fieno in cascina” e ci pare proprio che il Lecco lo stia facendo alla grande.

Erano anni che non si vedeva una squadra costruita con tanto raziocinio ed intelligenza. Gaburro e il suo staff tecnico, con il beneplacito della società, hanno costruito due squadre speculari: quella che va in campo la domenica e l’altra, che va in panchina e in tribuna.
I giocatori sono tutti intercambiabili: per ogni ruolo assistiamo a cambi che non spostano l’asse tecnico-tattico delle gare.

La riprova di quanto poniamo all’evidenza la troviamo proprio in queste ultime ore: ufficializzati Ibrahima Ba (giocatore abbastanza simile a Moleri) e Samuele Dragoni (che può fare diversi ruoli nel centrocampo), daranno dando ossigeno ai vari Lisai, Segato, Pedrocchi, in attesa di Pèrez.
Va sottolineato che la rosa del Lecco di questa stagione tiene in panchina o in tribuna giocatori che sarebbero titolarissimi in qualsiasi altra squadra avversaria.

Quali, allora, i rischi i pericoli che potrebbero rendere il cammino dei blucelesti più impervio e difficoltoso ?
Il Lecco deve guardasi da sè stesso: guai al compiacimento dei risultati fino a qui ottenuti, mai sottovalutare compagini apparentemente più scarse, perccè il rispetto dell’avversario è fondamentale. Non perdere lo spirito di gruppo che sapientemente tecnico, giocatori e società sono riusciti a creare.
E, sopratutto, conservare il tratto dell’umiltà che è prerogativa dei forti, insieme alla consapevolezza che quella che si sta cercando di costruire è una grande impresa.

Abbiamo usato per il titolo di questo editoriale questa bella frase o aforismo di Pasolini, titolo al quale ci pare giusto cercare di rispondere.

La vera vittoria che fa battere le mani o battere i cuori è la prossima, poi la prossima ancora e così di seguito, perché quando gioca il Lecco si battono le mani, ma ancora piu forte batte il nostro cuore.

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