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Non solo tiratori doc: il Basket Lecco sa anche sporcarsi le mani

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Questo Basket Lecco sa anche sporcarsi le mani. È la sensazione nitida che gli addetti ai lavori hanno provato domenica scorsa al Bione in occasione della vittoria dei blucelesti su Desio, la quinta consecutiva.

Il successo sugli arancioblu ha segnato infatti un punto di discontinuità con gli altri conquistati nel corso di questa stagione in Serie B. Mai, infatti, i lecchesi erano riusciti a portare a casa una partita giocata su punteggi tanto bassi, nella quale l’aspetto predominante è stato la difesa a scapito dell’attacco.

È noto che la squadra di Antonio Paternoster sia stata costruita con una chiara vocazione offensiva, tesi ben fotografata dalle percentuali dei tiratori nel roster, sia fra gli esterni sia fra i lunghi. In stagione, i blucelesti sono rimasti sotto la soglia dei 70 punti segnati solamente in cinque occasioni su dodici partite, perdendole tutte a eccezione della trasferta di Olginate (55-66). Un match particolare, il derby, contro una formazione in difficoltà nei giochi d’attacco e in piena sfiducia, che ricorda quello di domenica scorsa contro Desio.

Non è un caso. Rispetto a inizio stagione, quando i blucelesti potevano segnare 89 punti e perdere al fotofinish, il Lecco sta mettendo nella propria faretra altre frecce oltre ai 24.8 tiri da tre presi di media. La più evidente è la capacità di difendere nella propria metà campo, per concedere soluzioni complesse agli avversari, e la determinazione al rimbalzo difensivo da parte dei lunghi. Questo dato è arrivato, con una crescita costante, a 27.3 in stagione.

La classifica del Girone B di Serie B

Emblematica in tal senso la prestazione di Alberto Cacace, il capitano: soltanto 4 punti a referto ma 13 rimbalzi, di cui 9 sotto il proprio canestro. È questo “lavoro oscuro”, emulato dai compagni (contro Desio 5 rimbalzi difensivi, per esempio, del play Michael Teghini, anche lui contenuto a livello realizzativo), che sta emergendo nella fase centrale della stagione. Paternoster si è dichiarato molto soddisfatto, domenica nel post-gara, di questa capacità di vincere le partite giocate male, anche quando le percentuali al tiro si aggirano al 30%. È proprio da questa crescita, da questo riuscire a completarsi come squadra, che passeranno le chance di strappare una posizione nella griglia play-off.

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