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La ricetta di Bartocci per il Basket Lecco: psicologia e intensità

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Stimoli e responsabilità ai giocatori finora più altalenanti, aggressività in difesa, giochi offensivi: analisi dei primi 40 minuti del nuovo allenatore

Sul campo è arrivata una sconfitta. Perché la caratteristica negativa principale del Basket Lecco di quest’anno, la fragilità emotiva nei finali, non può scomparire in due settimane. Coach Maurizio Bartocci lo ha detto chiaramente, domenica in sala stampa al termine del derby con Olginate: «Su questo aspetto dobbiamo ancora lavorare».

A sei giornate dal termine della stagione regolare, l’imperativo in casa bluceleste è ricompattarsi per ritrovare la tranquillità necessaria a giocarsi le partite negli ultimi minuti, fondamentale se l’epilogo dovessero essere i play-off o – ancora più importante, nel caso – i play-out.

Nel derby, alla prima di coach Bartocci in panchina, si sono visti tuttavia elementi incoraggianti. Una sorta di “preview” di quello che il Basket Lecco potrebbe diventare nelle prossime settimane, forse nella prossima stagione.

Recupero di alcuni giocatori

L’andamento della partita – ad esempio i falli prematuramente accumulati da Teghini e Molteni – ha “costretto” il tecnico, come da lui stesso ammesso, a determinate rotazioni. Ma, al di là di questo dato, la sensazione è che Bartocci avesse fatto alla vigilia alcune scelte precise. La prima è il recupero di Federico Di Prampero, tra i più sottotono nelle ultime settimane. Il coach gli ha dato grande fiducia e il numero 31 ha risposto presente: non tanto a livello realizzativo (4 punti, solo 7 tiri tentati) quanto nella partecipazione al gioco. Da “2”, ma in alcuni frangenti anche da “3” e da play. Una prestazione di sostanza e determinazione, come testimoniano i 5 rimbalzi difensivi, da cui ripartire con maggiore convinzione.

Altra scelta precisa, al netto dei falli di Teghini, la fiducia a Roberto Marinello in regia, con libertà di prendere – come nelle sue corde – tiri importanti, a volte anche forzandoli. Sono le caratteristiche principali del n° 0, ma Bartocci si è dichiarato soddisfatto dell’apporto del play alla squadra. È un’altra operazione studiata bene dall’allenatore: coinvolgere sempre più un giocatore potenzialmente letale che spesso tende a estraniarsi per mettersi in proprio.

Intensità difensiva

La prima parte di gara ha stupito gli addetti ai lavori per l’intensità difensiva del Lecco, non proprio una peculiarità della squadra nel corso della stagione. Luca Rattalino, Alberto Cacace e Juan Manuel Caceres sono, in questo senso, punti fermi nel disegno tattico di Bartocci per cercare di togliere ritmo e riferimenti agli avversari. Contro Olginate ha funzionato fino a un certo punto, prima che Gorreri e poi De Bettin e Marinò cominciassero la “mattanza” da tre.

Il coinvolgimento dei lunghi, con un Luigi Brunetti apparso a sua volta più “cattivo” del solito, sembra un fattore su cui puntare anche a livello offensivo, per uscire dal “cerca lo scarico e tira” che per lunghi tratti del campionato ha ossessionato il Lecco.

Se questi elementi positivi intravisti domenica nel derby trovassero conferma e ulteriore sviluppo, allora i blucelesti potrebbero riservarsi un finale di stagione da protagonisti.

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