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Picco Lecco, Lancini è il primo mattone del nuovo corso: «Voglio ripetere un anno fantastico»

La schiacciatrice lecchese sarà una delle fondamenta su cui verrà costruira la l’AcciaiTubi, chiamata a un percorso di rinnovamento in vista del prossimo campionato. «Stomeo, Ferrario e Santini? Punti di riferimento»

Arianna Lancini esulta con Barbara Garzonio
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Tempo di lettura 3 minuti

All’interno di un’AcciaiTubi Pallavolo Alberto Picco Lecco che, per vari motivi, vedrà parecchi avvicendamenti sul parquet, coach Gianfranco Milano potrà ripartire dalla certezza rappresentata da Arianna Lancini, schiacciatrice lecchese classe 1996 alla sesta stagione in Prima Squadra. Cresciuta prima tra le giovani e poi tra le grandi, ha portato il suo volley al punto più elevato.

Classe 1996, ha dimostrato di poter stare, eccome, ai massimi livelli del campionato di Serie B1, ma si troverà di fronte uno spogliatoio profondamente rinnovato: «Dopo un anno del genere la voglia di ricominciare c’è, ma, chiaramente, mi dispiace che tante compagne lascino la squadra. Sia a livello di gruppo che di risultati ci sono state tantissime cose positive, abbiamo capito che gli obiettivi si possono raggiungere e anche io mi son resa conto che posso giocarmi sul campo la promozione in Serie A2. Di questo sono contenta e soddisfatta. Sono carica e ho voglia di ripetere un anno fantastico».

Quello di Arianna è stato un nome che non si è percepito come lontano da quello della Picco: «Sono contenta perchè sia il diesse Alippi che coach Milano mi hanno subito detto che sono un tassello fondamentale, un fatto che mi rende orgogliosa. Essendo di Lecco, poi, la volontà di rimanere è sempre stata al primo posto».

Santini, Ferrario e Stomeo sono tre “big” che prenderanno strade diverse dal volley a certi livelli: «Con Cinzia (Ferrario) ho passato tanti anni fianco a fianco, è una parte fondamentale della mia carriera pallavolistica ed è stata mia partner del riscaldamento a coppie; mi dispiace molto che smetta, siamo amiche e per me era un punto di riferimento. Sono scelte ed è giusto che lei si dedichi ad altro. Debora (Stomeo) la conosco da due anni, è stata un punto di riferimento grazie al suo carisma, ha una forza pazzesca e ti rialza sempre quando pensi di aver toccato il fondo. Ho una grande ammirazione nei suoi confronti, ha affrontato tante cose nella sua vita e lo trasmette in campo. Alice (Santini) secondo me avrebbe avuto voglia di continuare, più che di smettere (ride, ndr). E’ stato un anno bellissimo quello passato con lei, siamo state vicine in campo e fuori, è una persona fantastica, mi dispiace che sia così lontana perchè abbiamo legato molto, la sua carriera è lunghissima e non è il caso di citare tutti i suoi successi. E’ sempre stato un altro punto di riferimento per la squadra».

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