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È Bloise il primo tassello del nuovo Basket Lecco

Il 29enne playmaker, dopo una lunga carriera tra Serie A, Dna e B, approda a quel bluceleste affrontato più volte da avversario con Bergamo e San Vendemiano: «Sono qui per garantire concretezza e leadership»

Giacomo Bloise lo scorso anno al Bione con San Vendemiano (n° 3)
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Tempo di lettura 3 minuti

Il Basket lecco riparte da Giacomo Bloise. Il playmaker classe 1990, cresciuto nel settore giovanile della Pallacanestro Cantù, è il primo tassello della squadra bluceleste di coach Riccardo Eliantonio in vista della Serie B 2019/20. Bloise è un volto conosciuto agli addetti ai lavori e ai tifosi del Lecco, avendolo incontrato molte volte da avversario, l’ultima nella passata stagione con la canotta di San Vendemiano (prima ancora con Bergamo).

Il 29enne vanta 9 presenza in Serie A con Cantù, quindi le prime esperienze da senior in Dna con Omegna nel 2010/11, a Fossombrone in B (13.3 punti di media), Montecatini (12.1), Biella in Dna con la qualificazione ai play-off.

Nel 2015/16 avventura a Bergamo, in serie B, con 8.3 punti e 5.9 nei play-off sino alla finale persa contro Udine. L’anno successivo passa a Firenze, dove torna in doppia cifra e disputa ancora gli spareggi promozione di Serie B. Nel 2017/18 è a Varese, con la Robur et Fides, nel girone A, arrivando a 17.7 punti in stagione regolare e 14.5 nei play-out. Infine, campionato 2018/19 a San Vendemiano: 13,5 punti, 4,4 assist e 3,7 rimbalzi in regular season, 37% da tre punti, 40% da due e 80% ai liberi).

«Il coach mi ha chiamato per essere un leader»

«Conosco bene la realtà di Lecco e so che ambiente troverò – commenta Bloise – Sono il primo acquisto e di conseguenza mi fa molto piacere che si inizi da me, è stimolante: cercheremo di fare un campionato importante e dare del nostro meglio. Personalmente conosco bene la serie B, oltre ad avere calcato parquet di serie A: sono un giocatore da sempre abituato a essere leader in campo, per capire al meglio le situazioni e aiutare i giovani. Tanta concretezza e leadership: il coach mi ha chiamato proprio per questo. Dal punto di vista tecnico, la mia arma principale è a livello offensivo, specialmente col tiro da tre punti. Se c’è da prendersi la responsabilità nei momenti di difficoltà faccio sempre un passo in avanti».

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