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Gaburro difende le sue scelte: «Formazione scelta per limitare il gap fisico, ma i nostri e loro valori sono distanti». Le parole di Segato e Maffei

Il tecnico spiega le motivazioni che l’hanno portato a scegliere l’inedito 3-5-1-1 e aggiunge: «In questo momento ci serve l’autostima». Il vicecapitano: «Veniamo sempre puniti al primo errore, ma ne usciremo con il nostro lavoro»

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Prima il colloquio con il presidente Paolo Di Nunno, che ha lasciato con venti minuti d’anticipo la panchina del “Rigamonti-Ceppi” ed è stato «preparato bene per l’analisi della partita e devo dire che ne ha parlato in un modo molto migliore di quello che potete pensare». Poi, dopo un buon venti minuti d’attesa all’esterno dello stadio “dentro” i giornalisti per il canonico confronto del post-gara. Per capire, soprattutto, quali sono state le motivazioni che hanno portato mister Marco Gaburro a schierare un inedito 3-5-1-1 al cospetto della Robur Siena.

Il tecnico non si sottrae al confronto e spiega: «Ci aspettava una gara fisica contro una squadra sicuramente più forte della nostra – erudisce il tecnico -, non potevamo mettere un “undici” più fisico di questo e su questo bisogna fare delle valutazioni. Abbiamo fatto una scelta per affrontare la partita sin qui più impegnativa, ci sono state delle risposte sotto alcuni aspetti, ma giustamente si guarda sempre se si è preso gol o meno. Prendere il secondo gol è stato grave, abbiamo fatto degli errori da non ripetere, ma la squadra ha corso e ha avuto mentalità, mettendo in campo ciò che è stato preparato con manicaliatà in settimana. Dobbiamo sempre ricordarci contro chi giochiamo quando muoviamo delle critiche, la differenza di valori era ampia e ribaltarla dopo lo 0-2 era veramente complicato. Oggi si può dire poco alla squadra, poi si possono fare tutte le valutazioni del caso. Certo è che a noi non deve fregare niente se allo stadio rumoreggiano dopo il secondo pallone alzato al cielo, perché noi dobbiamo lavorare sull’autostima in questo momento».

A metterci la faccia in conferenza stampa sono Nicola Segato, vicecapitano, e il giovane Claudio Maffei. «Dobbiamo capire che in questa categoria ci sono dei giocatori molto più forti dello scorso anno e che veniamo puniti al primo errore – spiega Segato -, quindi dobbiamo mettere qualcosa di diverso per limitare il diverso tasso tecnico di gente come Cesarini. Come ne usciremo? Con il lavoro». Subentrato, Maffei ha provato a sparigliare le carte in tavola con qualche giocata individuale: «Pensavo di essere riuscito a far gol, ma quella palla è andata fuori di due-tre centimetri, peccato. Come mi sono trovato da quinto di destra? Bene, per me non è una novità perché l’ho già fatto nei sei mesi in cui ho giocato a Pisa».

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