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San Giorgio Molteno: la sconfitta casalinga con il Malo fa… male

Gli oronero buttano via una partita decisamente alla portata, che all’intervallo li vede avanti di sei gol. Finale 28-27 per i vicentini. Il dirigente Ratti: «Potevamo staccare diverse squadre in classifica»

Un momento del match fra Molteno e Malo
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Tempo di lettura 3 minuti

Serata no per il Molteno in Serie A2, superato dal Malo in casa. È la seconda sconfitta consecutiva per il team oronero, a conferma di un momento non proprio brillante. Sabato sera si è giocato per la nona giornata di andata. Di fronte il Salumificio F.lli Riva Molteno, secondo della classe, e il Malo, team vicentino collocato a centro classifica.

Nel primo tempo si assiste a una partita altalenante, con Molteno che allunga sul 4-1 e poi sul 7-2, per essere poi raggiunto sul 9-9. Nella seconda parte, i ragazzi del tecnico Alfredo Rodriguez allungano nuovamente, chiudendo il primo tempo 15-9. Un divario, il +6, che può essere motivo di grande sicurezza. Ma nella pallamano nulla è scontato, e mai scrivere fine a una partita che non è ancora finita.

Nella ripresa succede, purtroppo, quello che nessuno, in casa moltenese, può immaginare. Il Molteno gioca male, è disunito, poco reattivo. Il Malo, con una prova di carattere, riesce a espugnare il campo brianzolo. Risultato 27-28.

«C’è grande scoramento»

«C’è grande scoramento – spiega il dirigente Marco Ratti – Con questa sconfitta il campionato si riapre con molte formazioni che si sono avvicinate al Molteno. Il Malo è una buona squadra ma il Molteno ha evidenziato alcune situazioni che si dovranno valutare attentamente durante la settimana. Ancora una volta ci sono state serie importanti di errori. Di solito il Molteno in casa non è una squadra che prende reti in contropiede. Se a Innsbruck abbiamo perso contro una formazione decisamente molto forte, la sfida contro Malo si doveva vincere o almeno pareggiare. Abbiamo preso, nel secondo tempo, ben 19 reti».

Edoardo Dell’Orto

Su questo verte l’analisi del team oronero. «Prendere così tanti gol significa che in fase difensiva non siamo stati attenti e reattivi. Ma ciò è figlio anche di una fase offensiva non consona a un certo tipo di situazione tattica e agonistica. Perdere una palla in attacco e subire gol in contropiede significa che qualcosa non è andato per il verso giusto. Concomitanze tecniche costare care. Non è solo il gol del distacco. Si è capito subito che sarebbe stata una partita difficile. Troppi giocatori sotto la media, con una nota positiva a Edo Dell’Orto che ha confermato il suo buon momento. Abbiamo perso una grande occasione per avvantaggiarci in classifica su molte squadre. Rimbocchiamoci le maniche e affrontiamo le prossime sfide con un altro piglio, un’altra mentalità e con più umiltà e cattiveria».

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