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Calcio Lecco, D’Agostino: «Rosso e rigore avrebbero potuto abbattere chiunque». Strambelli: «”10″? La normalità». Dal Canto rende merito ai blucelesti

Le parole dopo la battaglia del “Franchi”: D’Agostino spiega anche le tensioni del fine gara con il pubblico, il fantasista torna sui mesi passati e la ricerca dell’equilibrio interno

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Un punto al “Franchi” di Siena continua a muovere la positiva classifica della Calcio Lecco 1912, mettendosi dietro la Pro Vercelli e mantenendo il cuscinetto di tre punti nei confronti della Pianese. Una domenica da semaforo verde, quindi, per mister Gaetano D’Agostino e i suoi ragazzi, anche se quanto costruito in Toscana avrebbe potuto regalare altri due (meritatissimi) punti. E a rendere merito alla prestazione delle Aquile ci ha pensato anche mister Alessandro Dal Canto, tecnico della Robur Siena che ha riconosciuto i meriti degli ospiti.

«Nel primo tempo siamo stati ordinati ma poco concreti, nel secondo tempo abbiamo concesso tre palle gol che non dobbiamo concedere, non possiamo permettercelo – ha analizzato l’allenatore bianconero -. Abbiamo avuto la fortuna di rimanere in superiorità numerica e di passare subito in vantaggio, non possiamo regalare il pareggio così, abbiamo fatto una partita sporca dal punto di vista tecnico, non è stata una grande giornata. L’episodio in una partita brutta fa sempre la differenza, nelle partite in casa non siamo in fiducia ed ingigantiamo i problemi. La squadra in modo confusionario ha tentato di spingere fino alla fine. A loro il punto va strettino».

«Per quello che abbiamo creato sarebbe stato un peccato non portare a casa almeno un punto – ha spiegato mister Gaetano D’Agostino -. Il rosso e il gol subito potevano abbattere chiunque e noi abbiamo reagito bene. Non ho fatto immediatamente il cambio con Procopio perché volevo mandare un segnale forte alla squadra. In undici contro undici sarebbe stato un peccato non portare a casa i tre punti, in dieci contro undici posso guardare il bicchiere mezzo pieno, specialmente per la reazione. A un certo punto la porta avversaria sembrava stregata, Negro ha preso anche un palo e Carissoni a porta vuota ha trovato le braccia del portiere che era fuori posizione. Milillo? ha giocato bene, l’ho inserito anche per dare respiro a qualcuno in difesa. Lo stesso Negro avrebbe giocato a prescindere perché so che posso contare su tutti i miei ragazzi. Livieri? Voglio mettere concorrenza e dal portiere all’attaccante tutti si giocano il posto. Abbiamo bisogno di 20 giocatori e non solo di 11. Lisai è entrato e ha dato il suo contributo, Maffei sta giocando in tutte i ruoli possibili. In queste partite di gennaio una vittoria in più l’avremmo meritata, nonostante tutte le difficoltà. C’è da dire che in questo momento mi sto inventando i ruoli perchè numericamente siamo quelli. Polemiche con il pubblico? Qualcuno mi dice ancora che ho rubato i soldi qui, ma aver spalmato le mie spettanze li ha fatti perdere a me e soprattutto a chi prendeva mille euro al mese. Ai soldi abbiamo rinunciato, io e i miei compagni, è giusto che la gente lo sappia. Io a Lecco dall’inizio? Magari sarei stato esonerato anche io… Scherzi a parte, ho avuto delle difficoltà all’inizio subentrando a mister Marco Gaburro che arrivava da un grandissimo campionato. Devo ringraziare il presidente per l’opportunità, non è una piazza da Nord Italia per il calore atipico che trasmette».

Altra gran prova di Nicola Strambelli, sempre più leader tecnico della squadra: «Aldilà delle mie prestazioni è importante dare continuità ai risultati. Siamo usciti da un periodo negativo, questa è la cosa che conta di più, poi chiaramente i complimenti personali fanno piacere. Il gruppo è molto unito, si vede il lavoro che fa il mister durante la settimana; in tempi non sospetti ci siamo detti ciò che ci dovevamo dire, oggi abbiamo i nostri equilibri interni. Ci voleva un po’ di tempo, fortunatamente siamo usciti a testa alta dal momento difficile, ma non ci dobbiamo dimenticare quelle cose. “10” sulle spalle? Per me è la normalità, l’ho avuta già in passato quando ho potuto».

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