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Lega Pro, problema stipendi: «Ci sono “consulenti” sciacalli». Lecco, situazione ok

«Tanti sciacalli hanno spiegato ai club di non pagare i calciatori per cause di forza maggiore», ha tuonato Ghirelli. All’ombra del Resegone la situazione sarebbe risulta, invece, tranquilla

Francesco Ghirelli, Presidente della Lega Pro
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Martedì 17 in varie piazze che compongono la Serie C è scoppiata la bomba: più di una società, infatti, non ha pagato gli stipendi ai calciatori, obbligati a non allenarsi collegialmente dall’emergenza Coronavirus. Un avvenimento, questo, che ha fatto andare su tutte le furie Franchesco Ghirelli, presidente della Lega Pro: «Come negli ospedali ci sono gli sciacalli che lucrano sulle mascherine, nel calcio ci sono sciacalli che telefonano a club dicendo che loro hanno trovato la strada per non pagare i calciatori per causa di forza maggiore poiché non si allenano e non giocano».

«I club hanno quasi tutti rispettato il pagamento degli emolumenti – ha proseguito Ghirelli nella sua invettiva -, noi come Lega Pro abbiamo compiuto uno sforzo economico straordinario per anticipare risorse ai club. Abbiamo iniziato una trattativa con AIC sul come affrontare la crisi e vedere di far sacrifici entrambi. Questa è la strada. La credibilità così conquistata ci consentirà, a noi del calcio sociale, a noi del calcio che fa bene al Paese di chiedere interventi da parte del governo nel prossimo decreto. Credibilità che aumenterà perché noi presenteremo presto, in accordo con FIGC, un vero piano di governo della crisi in cui ci saranno anche azioni endogene per tagliare costi».

Stando a quanto appreso, a Lecco la situazione è tranquilla: la proprietà Di Nunno ha rispettato la scadenza e, unitamente agli stipendi, ha regolarmente versato anche i contributi.

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