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Picco Lecco, Dall’Igna: «Al 70% la stagione è finita, ma non sarebbe una cosa giusta»

L’esperta palleggiatrice biancorossa analizza la situazione vissuta nel mondo della pallavolo della terza serie e la vede grigia sulla possibilità di riprendere

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Tempo di lettura 4 minuti

Scorrono più o meno velocemente, ma con una lunga linea d’incertezza le giornate degli sportivi lecchesi (e non): si finirà la stagione o no? Oggi come oggi Il Tema che coinvolge tutte le categorie di tutte le discipline su scala nazionale. «Che si chiuda qui è probabile, ma non giusto» è il pensiero, sintetizzato, di Stefania Dall’Igna, palleggiatrice dell’AcciaiTubi Pallavolo Lecco Alberto Picco che ha costruito, con le sue compagne, un campionato condotto magistralmente da ottobre a febbraio, con le altre avversarie viste sempre dall’alto verso il basso.

Poco prima del lockdown Stefania è tornata a casa: «E’ una situazione nuova per tutti, particolare. Io sto molto bene e non mi sto per niente annoiando, il tempo sta volando perchè ci sono tante cose da fare lasciate indietro negli anni precedenti. Ho la fortuna di abitare in una casa grande, che ha il giardino da iniziare a mettere a posto e l’orto da vangare. Alla mattina faccio gli esercizi e le mie attività, seguo la scheda e dò spazio alla creatività seguendo dei video su YouTube e allenandomi con la musica».

Ci buttiamo “a bomba” sulla pallavolo: «Tutto quello che di buono abbiamo fatto fino allo “stop” non dobbiamo dimenticarcelo, noi come le altre squadre. Le finestre per poter ricominciare si assottigliano man mano che passa il tempo, non spetterà comunque a noi decidere ma al Governo. Percentuali? La vedo abbastanza difficile, diciamo 70%-30% per il “no”, ma non ti nego che il tempo ci sarebbe cambiando le formule dei campionato. Secondo me, comunque, inizia a diventare un po’ dura. Altrove si sono allenati? Non si è andati fuori dalle regole, la polemica nata intorno a questo caso (VeroVolley-Ortolani, ndr) è stata eccessiva». Lo stesso pensiero che, pochi giorni fa, ci aveva riferito capitan Martina Focaccia.

Sono tante le variabili in campo, tante non note ai più: «In Serie A1 il tempo per assegnare lo scudetto ci sarebbe, non penso sia corretto annullare completamente la stagione, perchè anche in Serie B abbiamo disputato gran parte del campionato. E, poi: chi ripartirebbe per la nuova stagione ? Con quali mezzi? Le tasse gara versate da rendere? I tesseramenti fatti dagli allenatori che sarebbero da rimborsare? Sarebbe opportuno trovare una soluzione unanime, magari bloccando le retrocessioni e capendo chi potrebbe disputare la categoria superiore. Riduzione dei play-off in “B”? Le soluzioni potrebbero essere molteplici, ma dovremmo rifare quasi completamente la preparazione con il rischio di disputare poche partite. Ora, comunque, è tutto secondario rispetto all’emergenza sanitaria».

C’è anche una questione contrattuale da vagliare, dato che nella pallavolo femminile il professionismo, dal punto di vista formale, non esiste: «Noi, in primis, ci auguriamo di poter riprendere, è il nostro lavoro e la nostra passione. Stare lontani da campo e squadra non è normale, mentre a livello contrattuale è una situazione completamente nuova per tutti noi. Ci dovranno pensare le figure competenti a questo aspetto».

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