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Calcio Lecco, D’Agostino: «Ripresa? Non ci sono i presupposti. Rimanere? Voglio vincere, ci sono i presupposti»

Il tecnico non ha dubbi: la stagione di Serie C non dovrebbe riprendere, troppi tre mesi di stop. Sulla permanenza: «Io e Di Nunno siamo dei vincenti»

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Un “no” secco. Così mister Gaetano D’Agostino cataloga quanto deciso dal Consiglio Federale nella giornata di mercoledì: la Serie C dovrà finire sul campo la propria stagione, passando dal calendario ordinario o dalle sole fasi finali e questo ha portato a una levata di scudi soprattutto da parte dei medici sociali. Parere contrario è anche quello del tecnico bluceleste, intervenuto a TuttoC.com per una lunga intervista, in cui ha toccato anche il tema della permanenza in bluceleste.

«Rimango della mia opinione – ha detto il tecnico -, non ci sono i presupposti per andare avanti. Sentivo parlare un mese fa che non si poteva andare avanti perchè i presidenti non potevano sostenere certe spesse mentre un mese dopo è cambiato tutto. Se la maggior parte votano una determinata cosa e poi vengono cambiate le carte in tavola, è normale che uno si sente declassato. Io parlo da allenatore, non vedo i miei giocatori da due mesi e mezzo, si sono allenati a casa e ci vuole almeno un mese in caso di ripartenza. Quando finiscono i campionati? Hanno dato il termine il 20 agosto, è matematicamente impossibile».

Fissato per il 20 agosto il termine della stagione: «Ho detto un mese fa che ho paura per la prossima stagione. Ho paura perchè ci stiamo soffermando ancora su questa, sono d’accordo nel disputare playoff e playout perchè è più controllabile la situazione. Io sono per la meritocrazia ma è normale che in ogni decisione presa ci sarà sempre qualche scontento. Se i presidente votano quasi all’unanimità perchè non devono essere presi in considerazione come gli stessi dottori che non sono attuabili certi protocolli in Serie C. Si è parlato che se uno è positivo la squadra va in quarantena, adesso invece viene isolato solo il positivo: ci hanno bombardato dicendo dell’incubazione, alcuni sono positivi per 60 giorni, se uno risulta positivo allora il virus ha camminato nel suo corpo per 5 giorni ed ha avuto quindi contatti con un compagno. Matematicamente hai contagiato qualcun’altro. Come puoi dire lo isoliamo e basta? Allora è una catena di Sant’Antonio e si può creare un focolaio all’interno dello spogliatoio. Io non vedo l’ora di scendere in campo però bisogna farlo con un criterio. Che qualcuno si prendi la responsabilità di decidere e tutti i dottori della società non se la vogliono prendere. Che fossero coerenti una volta, serve un pò di coerenza».

In vista la possibilità di giocare le fasi finali: «Io sono a favore dei playoff, qualcuno vuole andare in B e chi vince va. Fai tre partite e si decide. Nove squadre si incrociano, chi perde va a casa come per i playout. Fanno così ste benedette partite e chi vince va in Serie B. Sto pregando tutti i giorni che questo Coronavirus finisca e che porti a delle riforme, diventa logorante». 

Tre mesi di pausa non si sono mai verificati prima: «Devi allenare i calciatori come se vengano da un infortunio di tre mesi, ma devi riprenderli mentalmente perchè non si è fermato il calcio per maltempo ma per una pandemia. Ci hanno bombardato per i contatti, il distanziamento. In campo non si può sputare poi nei calci d’angolo sono tutti in area di rigore, se devi rischiare allora rischia perchè se non ti dai la mano prima della partita non cambia niente se poi hai contatti in campo. Vorrei sapere la logica. Che ci dicessero che dobbiamo giocare perchè siamo messi male economicamente, io per il calcio darei tutto perchè è la cosa più importante per me dopo la mia famiglia. Ogni tanto ci vuole il coraggio di dire la verità, intanto siamo arrivati a giugno. Siamo sicuri che il 28 si arriverà a una decisione? Io non lo sono. Se la Lega Pro deve finire il 20 agosto allora giochiamo una partita al giorno e poi vi ricordo che noi siamo in Lombardia».

La conferma a Lecco sembra quasi solo una formalità, anche se D’Agostino frena: «Ho apprezzato le sue parole ma è tutto da vedere, il mio contratto scade a giugno. Sto avendo degli attestati di stima per quello che ho fatto a Lecco, il mio primo dialogo mi piacerebbe farlo con il presidente perchè so che vuole allestire una squadra importante. Sono quattro anni che valorizzo i giovani, mi piace lavorare con i giovani ma io sono ambizioso e voglio vincere. Il presidente è un vincente e bisogna trovare il compromesso giusto, c’è l’intenzione di voler proseguire insieme a Lecco ma ho il contratto in scadenza a giugno».

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