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Calcio Lecco: si cerca l’accordo economico con i calciatori. E Di Nunno rivuole Spreafico in bluceleste

Il patron e amministratore delegato ha mosso passi importanti verso la chiusura della stagione: al suo cospetto si sono presentati capitan Malgrati, Capogna e Merli Sala

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Chiudere internamente la stagione 2019/2020 e preparare l’avvento di quella seguente, cercando di riportare Luigi Spreafico a lavorare per la squadra della sua città. Sono i due spunti offerti dall’intervista realizzata da “La Provincia di Lecco” al patron della Calcio Lecco Paolo Leonardo di Nunno. Il proprietario e amministratore delegato della società bluceleste ha ricevuto, nella giornata del primo giugno, capitan Andrea Malgrati, Riccardo Capogna e Ivan Merli Sala all’interno della sua azienda di Cormano: i tre faranno da tramite con il resto della squadra, ma dovrebbero anche essere tre tra i confermati su cui si baserà il nuovo corso tecnico.

Di Nunno ha riferito di esser pronto a versare ciò che non sarà coperto dalle tredici settimane di cassa integrazione in deroga garantite dallo Stato ai giocatori che percepiscono emolumenti pari o inferiori ai cinquantamila euro lordi annui. Con i pochi elementi che sforano questo tetto bisognerà, invece, trovare un accordo in separata sede. Di per certo la proprietà considera conclusa, con la salvezza e alterne fortune, la sua prima esperienza tra i professionisti.

Per quanto riguarda la seconda, invece, Di Nunno vorrebbe potersi avvalere della compartecipazione di Luigi Spreafico, fondatore di Carer Srl, presidente di Unicar spa e, soprattutto, presidente del Renate Calcio. Da qualche giorno si chiacchierava di questa ipotesi, ma il patron bluceleste ha deciso di rompere gli indugi: «Metta i soldi che mette a Renate nella sua Lecco – ha riferito l’ad al quotidiano lecchese -. Io ho parlato con lui, ma lui è rimasto colpito dall’ostilità che aveva ricevuto allora, ai tempi di Invernizzi. Secondo me però i tempi sono cambiati. Certo, a lui piace stare a Renate… Però sarebbe un lecchese serio, che paga tutti. Ora sta pagando gli stipendi anche dei playoff per arrivare in serie B con il Renate. Ma è di Lecco… Vediamo se riuscirò a recuperarlo. Lui si è defilato, ma la mia proposta è sempre valida. Se poi volesse fare il presidente, lo farà».

Spreafico, infatti, fece parte della cordata lecchese che, nel 2009, rilevò la Calcio Lecco dalla proprietà milanese rappresentata da Riva, Romano e Fiori e coprì le perdite pregresse. La sua esperienza da profeta in patria durò pochissimo, lo spazio di pochi mesi e tante contestazioni: le sue quote vennero prima congelate e poi cedute, nel maggio 2011, all’imprenditore milanese Salvo Zangari.

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