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Calcio

«Massimo rispetto dei ruoli»

L’apertura di un nuovo corso tecnico porta sempre entusiasmo e una generale unione d’intenti: la speranza è che il sentiment, in via Don Pozzi, sia molto più vicino al 2018 che al 2019

Da sinistra: Domenico Fracchiolla, Cristian Paolo Di Nunno, Angelo Maiolo e Gaetano D'Agostino BONACINA/LCN SPORT
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Tempo di lettura 6 minuti

Lo spunto per questa riflessione covava già da qualche tempo. Il titolo, invece, è preso direttamente dalla conferenza stampa che, giovedì, ha aperto, nei fatti più che nella formalità, la stagione 2020/2021 in casa Calcio Lecco 1912. Il virgolettato è da attribuire al Direttore Generale Angelo Maiolo, che del pensiero societario è spesso e volentieri il portatore a livello mediatico. Le sue parole ci trovano perfettamente concordi: serve rispetto, dei ruoli e delle persone che li ricoprono, per togliersi ulteriori soddisfazioni.

Lo insegna la storia bluceleste degli anni recenti. Schiacciamo il tasto rewind e torniamo, per l’ultima volta, all’estate 2018: la scelta di affidare la panchina a mister Marco Gaburro e di affiancargli il collaboratore Mauro Brambilla fu la migliore tra quelle esercitabili. Il tecnico, specialista della categoria, e il suo braccio destro sfruttarono a fondo le loro conoscenze per costruire e condurre al taglio del nastro rosso una fuoriserie della categoria, consegnata alla storia da una serie di risultati che a Lecco saranno a lungo ricordati come leggendari. Un percorso così eccezionale che è difficile anche da narrare.

Sfogliamo il libro e andiamo avanti di una pagina, alla primavera/estate 2019. La necessità di avere un Direttore Sportivo e la forte voglia di rimanere vestito di bluceleste di mister Gaburro portarono alla nomina di Mario Tesini, sempre affiancati da Brambilla nel nuovo ruolo di Team Manager. Che l’aria non fosse la stessa dell’anno precedente lo si era capito già in fase di rinnovo: il Lecco si affacciò alla categoria commettendo degli errori di valutazione della rosa, in breve tempo arrivò la nomina del Direttore Tecnico Francesco Filucchi, profilo già in auge a maggio, e il risultato fu quello di creare una profonda spaccatura tra i due mondi dirigenziali. La ripercussione su spogliatoio e risultati fu sostanzialmente inevitabile.

Di certo la costruzione della squadra avvenne in un clima decisamente meno libertino rispetto a quello dell’anno precedente: più di un elemento (Andrea Arrigoni in primis) sfuggì per motivazioni economiche, irrobustendo gli errori di valutazione di cui sopra. Confermare un blocco così corposo dei calciatori che stravinsero la Serie D fu, a posteriori, un peccato originale, il classico scotto del noviziato che costò molto caro anche a livello economico. In merito alle conoscenze calcistiche dei suddetti chi scrive rimane dell’idea che le pressioni interne abbiano accentuato pecche e lacune, ma i professionisti rimangono umanamente e tecnicamente validi per il professionismo. Sulle modalità che vennero adottate per applicare l’esonero delle “Tre M” si discusse parecchio: rimane la convinzione che l’avvicendamento fosse preparato da tempo e bastò un espediente per far saltare il banco. Per supportare la tesi è sufficiente analizzare come si gonfiò la rosa nel giro di breve tempo, irrobustita da giocatori di categoria grazie a un extra-budget che sino a luglio pareva una chimera. Una terapia d’urto che mise in gran difficoltà anche mister Gaetano D’Agostino, messo in campo dall’oggi al domani con il fortissimo dissenso della piazza. Ci vollero due mesi per rianimare l’ambiente e riportare il tutto a numeri più consoni per la categoria, con la rinuncia al minutaggio come effetto collaterale e la conseguente risalita in classifica.

Veniamo ai giorni nostri. L’aria respirata giovedì al “Rigamonti-Ceppi” giovedì assomiglia decisamente più a quella del 2018 che a quella del 2019. Come allora, infatti, la concordia tra le parti è parsa totale. La gestione tecnica di D’Agostino e Fracchiolla potrà essere plasmata quasi completamente in base alle loro idee, fattore sempre favorevole per chi subentra. L’eredità della gestione Gaburro-Brambilla-Tesini è destinata a essere quasi completamente azzerata: non rimarrà Massimo Carli, tecnico della Berretti, così come sembrano destinati a non permanere nello staff tecnico i preparatori Benassi e Simonelli; da tempo, invece, la preparazione dei portieri è passata da Pavesi a Zotti. Lo stesso Filucchi non sarà confermato all’interno dello staff dirigenziale dopo i rimbrotti rivoltigli durante il calciomercato invernale, retroscena appreso dalle parole dello stesso Maiolo. La piazza lecchese ha risposto con (moderato, visti i tempi) entusiasmo alle ultime mosse, salutate con un assenso quasi unanime.

La nostra idea si rinnova per il terzo anno consecutivo: a Fracchiolla e D’Agostino, che hanno una conoscenza profonda della categoria, provano stima reciproca, hanno ambizioni e sono a un potenziale punto di svolta della carriera, sia affidata la giusta libertà sulle scelte tecniche e siano supportati dalle altre componenti societarie. I ruoli siano rispettati e le parti remino sempre in una comune direzione, per «lasciare una traccia», di nuovo, nella storia bluceleste. Sia tutto più “stile 2018” e meno 2019, per farla breve: stampa e tifosi hanno dimostrato di saper, e voler, seguire progetti che hanno un capo e una coda.

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