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3 luglio 1968: il terribile infortunio a Brescia, il trasporto con il tifoso colpito da malore e l’incontro con la sua Gigliana. Il giorno in cui la vita di Aldo Sensibile cambiò in un istante

Al “Mario Rigamonti” l’allora promettente difensore di scuola Roma conobbe il dolore per un infortunio che rischiò di spezzargli la carriera. In realtà la rappresentò «la mia fortuna»

Aldo Sensibile all'ospedale "Civile" di Lecco dopo l'operazione LCN SPORT
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Ci sono giornate che, in un amen, cambiano radicalmente l’esistenza delle persone. E’ il caso del 3 luglio 1968: quel giorno lo stadio “Mario Rigamonti” di Brescia ospitò la partita tra Venezia e Lecco, primo atto del girone di spareggio tra le due e altre tre compagini di Serie B. A quei tempi, infatti, la classifica avulsa non era una realtà: i blucelesti dovettero disputare sette gare per rimanere in categoria. Dopo pochi minuti dall’inizio della gara Sensibile, promettente difensore in odore di ritorno alla Roma per fine prestito, si ruppe tibia e perone a causa del brutto contrasto con un avversario.

Dallo stadio bresciano partì l’ambulanza per il necessario trasporto presso l’ospedale locale: usciti dall’impianto una persona bloccò il mezzo di soccorso, poiché un tifoso del Lecco aveva accusato un malore, un improvviso infarto, lì a poca distanza. Sull’ambulanza, oltre al giocatore bluceleste, venne quindi caricato lo sfortunato supporter arrivato dalla città manzoniana. Arrivato presso il nosocomio, l’automezzo lasciò Sensibile e il tifoso: qui avvenne la separazione, dato che il difensore venne immediatamente trasferito, sempre via terra, presso il vecchio Ospedale Civile, dove subì la perfetta operazione all’arto eseguita dal dott. Angelo Villa.

L’incontro con la sua Gigliana

La storia ebbe anche il suo apostrofo rosa: Aldo, al “Civile”, conobbe quella che in breve tempo divenne la sua Gigliana, dato che i due convolarono a nozze poco tempo dopo, con Sensibile che si presentò sull’altare lecchese in stampelle: «Ci sposammo presso la Chiesa di Germanedo poco tempo dopo e quell’infortunio fu la mia fortuna, lo dico con convinzione – ci racconta Aldo -. Se Dio vorrà, il prossimo 29 luglio festeggeremo 52 anni di matrimonio».

L’incontro con il tifoso

La storia di cui vi stiamo parlando, però, non ebbe il suo epilogo con i fiori d’arancio. Alcuni anni dopo Aldo e il resto famiglia, nel frattempo trasferitisi a Brindisi per ragioni calcistiche, fecero ritorno a Lecco per una visita famigliare. Durante il pranzo in corso presso la trattoria “Amerigo” di Belledo al tavolo arrivò, inaspettato, un cestello con al suo interno una bottiglia di champagne: il cameriere riferì ai presenti di aver ricevuto l’ordine da un altro cliente presente in sala. Le brevissime indagini permisero ad Aldo di risalire all’identità del donatore: si trattava del tifoso che, cinque anni prima, aveva condiviso con lui il sofferto viaggio dallo stadio all’ospedale di Brescia, che lo ringraziò per avergli salvato indirettamente la vita.

Torniamo per un attimo indietro di cinque anni e al calcio giocato. Al termine della stagione 1967/1968 Sensibile avrebbe dovuto trasferirsi al Perugia, ma lo sfortunato infortunio patito durante la prima sfida salvezza ne cambiò carriera e vita privata. E si, il Lecco, al termine di una stagione estenuante fatta di 47 partite e due gironi di spareggio, si salvò e mantenne la cadetteria. Un lieto fine per tutti.

Ivan Alborghetti e Matteo Bonacina

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