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Serie D, NibionnOggiono: smantellata la difesa, la vera chiave del successo della grande passata stagione?

Un’analisi dettagliata coi numeri del campionato 2019/2020, per mettere in luce il decisivo contributo del quartetto difensivo formato da Panzeri, Perego, Pirola e Gambazza. Tutti e quattro i giocatori proseguiranno la carriera altrove

Filippo Pirola, uno dei protagonisti della grande annata della squadra lecchese BONACINA/LCN SPORT
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Tempo di lettura 5 minuti

Il campionato che ci ha regalato il NibionnOggiono di mister Joey Commisso nella stagione 2019/2020 è sotto gli occhi di tutti. Prestazioni solide, organizzazione invidiabile, passi falsi dettati più da demeriti propri che supremazia altrui (se vista, in un paio di circostanze e unicamente a tratti). Se tanto bene però è stato fatto quest’anno, e ciò resterà per sempre, cullarsi nei ricordi non è concesso e bisogna affrontare il presente/futuro. Porsi un paio di domande sulle intenzioni di questa squadra, ripensando a quanto abbia fatto divertire gli spettatori (compreso colui che scrive), è quantomeno legittimo.

Lasciando da parte la partenza del faro e simbolo Isella, e di altre pedine offensive quali il mai sfruttato appieno Castagna, l’ossatura difensiva “titolare” è stata completamente smantellata. Le cessioni di Perego e Gambazza alla Casatese, la partenza di Panzeri direzione Pontelambrese e quella di Pirola verso Caravaggio hanno di fatto azzerato il quartetto difensivo di calciatori più presenti della scorsa stagione.
La tabella seguente evidenzia l’apporto offerto dai quattro nell’ultimo girone B di Serie D, nelle 27 gare affrontate, prima dello stop ai campionati.

Le presenze dei quattro giocatori nei 27 turni dell’ultima Serie D MANGILI/LCN SPORT

La grande quantità di “verde” fa subito capire l’importanza nei ranghi e la sostanziale titolarità di questi giocatori. Si staglia il quasi onnipresente Pirola, assente solo nella vincente trasferta di Seregno dell’11 gennaio. Qualche assenza concentrata per Perego, pochissime sparse per Gambazza, mentre per Panzeri una seconda parte di stagione da meno “intoccabile” rispetto alla prima. A tal proposito, una menzione per l’ottimo Gabriele Premoli, prezioso anche a livello realizzativo.

Mai più di 2 reti subite a partita

La distribuzione delle reti subite dal NibionnOggiono nelle 27 gare MANGILI/LCN SPORT

Un dato che spicca non è solo l’ottima difesa del NibionnOggiono nell’ultimo campionato, ma anche la distribuzione delle reti subite. I gol subiti in totale sono stati 24 che, al pari di Folgore Caratese e Brusaporto, hanno fatto dei lecchesi la seconda miglior difesa dietro allo Scanzorosciate (21). L’ottima difesa, unita a un prolifico attacco, ha contribuito al conseguimento della seconda miglior differenza reti (+14), un solo punto di differenza rispetto alla capolista Pro Sesto.

Circa la distribuzione delle reti subite, in nove circostanze i ragazzi di Commisso hanno lasciato all’asciutto di reti gli avversari, dunque in una partita su tre. In dodici occasioni è stato concesso un solo gol ai contendenti (in molti casi, peraltro, in maniera evitabile o a tempo praticamente scaduto). In sei partite, tutte concentrate nel periodo nero tra fine ottobre e dicembre, i gol incassati sono stati due. Mai più di due reti subite in 27 gare di campionato.

Difesa da rifondare. Quale futuro?

Come messo in luce da questa lettura, il contributo offerto dal quartetto di giocatori presi in analisi è stato pressoché decisivo. Avendo perso questo blocco “storico”, non sarà sicuramente semplice per Commisso ritrovare una simile solidità difensiva. Tuttavia il tecnico ha dimostrato di poter dire la sua in questa categoria, ed è chiaro che dietro il successo di cui abbiamo ancora una volta parlato ci sia anche la sua sapiente mano. Il suo rinnovo di contratto, ormai risalente a quasi un mese fa, ha sempre fatto presupporre mosse importanti in entrata da parte del NibionnOggiono, nonostante la perdita continua di numerosi giocatori decisivi. Difficile infatti che la società non consegni pedine valide nelle mani di un tecnico che, attirati su di sé anche i fari di altre realtà, è intenzionato a far bene e, perché no, tentare un altro piccolo miracolo sportivo.

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