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Kwadzo: «I miei successi figli dei sacrifici durante il lockdown»

Il campione della Canottieri Lecco racconta sui propri canali social i tre ori e l’argento conquistati all’Idroscalo: «Durante e dopo il lockdown la volontà di fare è riuscita ad avere la meglio su una mente in fase di crollo»

Le medaglie vinte da Kwadzo Klokpah all'Idroscalo
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Tempo di lettura 4 minuti

Un weekend da incorniciare, di quelli che è impossibile dimenticare. Il derviese Kwadzo Klokpah, 30 anni, portacolori della Canottieri Lecco, all’Idroscalo ha dettato legge, conquistando tre medaglie d’oro e una d’argento ai Campionati italiani di canoa, nella sua categoria KL3 Seniores.

Klokpah è senza dubbio il personaggio sportivo della settimana nel nostro territorio, forse dell’intera estate. Lui stesso ha celebrato le vittorie con un lungo e sentito post sulla propria pagina Facebook, partendo dal lavoro iniziato durante il durissimo periodo di lockdown la scorsa primavera. «Per me queste quattro medaglie sono il mio bel tempo, risultati di sacrifici e impegno, risultati di chi persevera e continua un progetto, un sogno, perché ci sono stati momenti in cui a un certo punto anche allenarsi in casa era diventato un momento di sofferenza a livello mentale, dove la mente si rifiutava di fare anche una sola flessione – sono le sue parole – Se in questi quattro giorni di gare sono riuscito a portare a casa queste medaglie e con tempi cronometrici degni di nota, è perché la volontà di fare è riuscita ad avere la meglio su una mente in fase di crollo».

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I successi sportivi, come nella vita, non sono mai solo personali. «Ovviamente non è tutto farina del mio sacco, ho un compagno di squadra che più rompiscatole di lui non ce ne sono – ha spiegato Klokpah – Tutti i giorni ci chiamavamo per confrontarci su cosa si faceva, mi insultava se non mi allenavo, mi insultava se non mi allenavo bene, questa persona mi ha aiutato a uscire da certe situazioni critiche. Lui è Federico Mancarella, atleta di Bologna, finalista dei giochi olimpici di Rio de Janeiro, vicecampione del modo 2019 e qualificato per Tokyo 2020/2021. Grazie ai duri allenamenti che stiamo facendo assieme in questo periodo, io sono migliorato tanto quanto lui, e il giorno in cui riuscirò e mettere la punta della mia barca davanti alla sua in un 200 metri, allora lui sarà felice perché vorrà dire avere una maggior possibilità di potermi giocare una qualifica olimpica ai mondiali prossimi».

C’è spazio anche al suo club di appartenenza. «Voglio tanto ringraziare l’allenatore della mia società, Canottieri Lecco, Giovanni Lozza, uomo di poche parole ma ben ponderate. Un grande allenatore che ha portato molti atleti al successo tra cui Antonio Rossi e sono sicuro al cento per cento di essere in mani sicure e che non potrei trovare un tecnico migliore di lui. Un grande grazie al nostro direttore tecnico Stefano Porcu che cerca sempre di non farci mancare nulla e motivandoci ogni volta. Grazie mille a Gianni Anderlini che seguiva i nostri allenamenti quando in questo mese mi trovavo da Federico per allenarci assieme. Ringrazio la Canottieri Mutina che mi ha ospitato trattandomi come se fossi un loro atleta. Ringrazio tutti i membri della mia famiglia, sono un costante appoggio alle mie decisioni sportive e questo credo che sia una delle cose più importanti».

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