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Argentina-Europa e ritorno: Juan Cruz Kaprof prova il nuovo assalto al Vecchio Continente con la maglie delle Aquile

Il giocatore era stato nell’orbita italiana prima di sbarcare al Metz e, poi, ritornare in Argentina. Ora la nuova occasione in Europa con la maglia bluceleste

Il giocatore ai tempi del River Plate con Simeone e Martinez
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Tempo di lettura 4 minuti

L’arrivo di alla Calcio Lecco 1912 ha fatto scalpore a livello nazionale. L’italo-argentino, sbarcato nel pomeriggio di lunedì a Malpensa, è stato accolto dalla delegazione composta dal diggì Angelo Maiolo e dal diesse Domenico Fracchiolla, dopodiché è stato trasferito presso l’azienda della famiglia Di Nunno per la firma del contratto e le fotografie di rito, evento cui hanno voluto prendere parte tutti i componenti presenti nell’organigramma bluceleste. Questa, però, è solo la cronaca degli eventi che hanno portato l’attaccante, che sul noto portale Transfermarkt ha un valore di 1,6 milioni di euro, a legarsi alle Aquile, ciliegina finale di un calciomercato in continuo crescendo.

Il primo approccio con l’Europa

Durante la seconda parte della puntata de “Il Blu e il Celeste” andata in onda lunedì sera abbiamo scavato nel passato del giocatore, di cui logicamente poco si conosce nel nostro Paese. Il primo a tentare di portarlo in Italia fu, nel corso della stagione 2012/2013, il procuratore Fabrizio Simoni, esperto di calcio sudamericano e africano, oggi collaboratore di NibionnOggiono e di altre realtà della quarta serie lombarda. A quei tempi Kaprof, battezzato come il nuovo Maxi Moralez, militava nel River Plate B con i vari Giovanni Simeone, oggi al Cagliari, Tomás Martínez, centrocampista degli Houston Dynamo, e Sebastián Driussi, attaccante dello Zenit San Pietroburgo. Un talento poi approdato in Primera Division il 19 agosto 2013, quando debuttò contro il Club Deportivo Godoy Cruz Antonio Tomba; in due anni, pur giocando poco vista la giovane età, si aggiudicò la Copa Libertadores (2014/2015) e il titolo di Campione d’Argentina (Final 2014) con la maglia de Los Millonarios.

A quel punto per Kaprof, seconda punta di piede destro dalle spiccate doti tecniche e in possesso di “colpi”, si presentò la prima occasione per volare in Europa: nell’estate del 2015 si lega al Metz, in Ligue 2: colleziona 16 presenze e 2 assist in totale, poi torna nel suo Paese nativo per la stagione 2016/2017. La sua carriera in patria si è quindi divisa tra Defensa y Justicia (49 presenze, 3 gol e 4 assist), Atlético Tucumán (11 presenze) e Arsenal di Sarandí, dov’è esploso definitivamente segnando 6 gol e confezionando 4 assist in 19 partite.

In procinto di passare all’America de Calì all’inizio di settembre 2020, ha visto il suo trasferimento saltare a causa dell’esplosione dei casi legati al Covid-19 in Argentina, dove la crescita è nella fase esponenziale che in Italia abbiamo vissuto tra febbraio e aprile. Le incertezze legate al calcio nazionale, nel pieno di una riorganizzazione dei campionati, e alle difficoltà sanitarie hanno spinto Armando Silvariño, agente del 25enne, e l’intermediario Lorenzo De Santis a orientarsi verso il Vecchio Continente, anche facendosi forti del doppio passaporto in possesso del giocatore.

L’arrivo a Lecco

I primi abboccamenti con la Calcio Lecco 1912 risalgono, stando a quanto ricostruito, a circa un mese fa, quando tra le parti si registrò una distanza ampia tra richiesta e proposta d’ingaggio. Il tempo e il dialogo costante, unito alla voglia del patron Di Nunno di portarlo in bluceleste, hanno permesso di arrivare a un punto d’incontro sul lato economico. L’accelerata decisiva si è avuta nei giorni antecedenti alla trasferta di Livorno, mentre lunedì è arrivato il “via libera” definitivo per la buona riuscita della trattativa.

Guardandola dal lato aziendale, i blucelesti hanno trovato gli argomenti giusti per acquisire un asset importante a parametro zero, che più avanti potrebbe garantire un ritorno economico importante in caso di cessione. Sempre che il salto di categoria non arrivi direttamente con le Aquile: la piazza, del resto, ha cominciato a sognare.

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