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Calcio Lecco, mercato chiuso. Maiolo: «L’asticella si è alzata». Fracchiolla: «Questa maglia è diversa dalle altre»

I due dirigenti commentano la lunghissima fase di calciomercato, iniziata a maggio e conclusasi solamente nel tardo pomeriggio di lunedì 5 ottobre con l’arrivo di Kaprof

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Tempo di lettura 6 minuti

22 operazioni in entrata e 4 rinnovi, per un totale di 26 elementi in rosa. E’ il sunto numerico del mercato della Calcio Lecco 1912, che con il colpo Kaprof ha chiuso una fase quasi interminabile di trattative, iniziata a maggio e terminata alle 20 del 5 ottobre. Sette, invece, sono state le operazioni condotte in uscita dalla società: un numero elevato per rifondare quasi da capo una squadra uscita da una stagione decisamente controversa, sia sul campo che fuori. La parola non poteva che andare a Domenico Fracchiolla e Angelo Maiolo, rispettivamente Direttore Sportivo e Direttore Generale della società bluceleste, in grado di conquistare quattro punti nelle prime due uscite ufficiali della stagione.

ConfermeArriviPartenzeDalla Berretti
Andrea Malgrati (d)Matteo Marotta (c, Piacenza)Jacopo Scaccabarozzi (c, Juve Stabia)Leonardo Brambille (d, 2001)
Ivan Merli Sala (d)Ferdinando Mastroianni (a, Pro Patria)Ferat Jusufi (p, 1999) Davide Romeo (a, 2002)
Marco Moleri (1998)Doudou Mangni (a, Catanzaro p.)Gianluca Parpinel (d, 2001, Città di Varese) Luca Bonadeo (p, 2003)
Luca Giudici (c)Siaka Haidara (c/a, 2001, Milan)Davide Malvestiti (d, 2001, Città di Varese p.)Davide Malvestiti (d, 2001)
Simone D’Anna (a)Cristian Cauz (d, Ravenna)Leonardo Brambille (d, 2001, Casatese p.) 
Riccardo Capogna (a)Vedran Celjak (d, Avellino)David Magonara (d, 1999, fc) 
Francesco Bolzoni (c, Bari p.)Giorgio Galli (c, Monza) Alexandros Safarikas (1999, p.) 
Alberto Del Grosso (c, 2001, Cittadella)
Mattia Capoferri (d, 2001, Brescia p.)
Lino Marzorati (d, Cavese)
Gian Marco Nesta (d, 2000, Ternana p.)
Bruno Oliveira Bertinato (p, 1998, Venezia p.)
Cosimo Nannini (d, 1999, Bari p.)
Ermes Purro (c, 1998, Ravenna)
Fabio Porru (d, 2000, Cagliari)
Leonardo Raggio (d, 2001, Genoa)
Simone Iocolano (a, Monza)
Filippo Lora (c, Monza)
Daniele Nuzzo (a, 2002, Cagliari p.)
Marco Pissardo (p, 1998, Arezzo p.)
Juan Cruz Kaprof (a, Arsenal Fútbol Club)
Calciomercato bluceleste (Fonte LCN SPORT)

«Abbiamo iniziato a lavorare durante il lockdown, siamo stati i primi a iniziare e gli ultimi a finire – ha introdotto Fracchiolla -. A monte non pensavamo di portare qui giocatori come Iocolano e Kaprof, lo ammetto. E’ stato un mercato strano, difficile, condizionato dalla lista bloccata e che ha visto l’abbassamento dei prezzi in senso generale. Abbiamo trattato tantissimi giocatori, una trattativa lunga un mese e mezzo non si è neanche concretizzata». Il nome lo tira fuori il parterre della stampa ed è quello di Aniello Cutolo, capitano dell’Arezzo: «Ci abbiamo provato, ma ha scelto di rimanere in Toscana. Acqua passata…».

Tanti volti nuovi sono arrivati, di conseguenza è bello addentrarsi nelle varie trattative: «Sono state tutte belle e lunghe, da quella di Marotta in avanti. Celjak l’abbiamo strappato al Catania una domenica pomeriggio, per dire, mentre con Pissardo mi sono sentito per due mesi: manco con la mia fidanzata… Mi sono piaciute molto le operazioni legate ai giovani, inoltre abbiamo ancora un posto libero da occupare a gennaio. Le operazioni sui “2001” hanno dato il senso della programmazione e ci hanno permesso di anticipare gli altri».

Veniamo al dunque, a Kaprof: «Il giocatore mi è stato proposto da Lorenzo De Santis un mese e mezzo fa, avendo lui il doppio passaporto italiano. Pian piano abbiamo capito che la situazione era per noi, inoltre è intervenuto il fattore Covid a condizionare le scelte. Determinante, comunque, è stato il presidente Di Nunno, ha fatto uno sforzo che personalmente non mi aspettavo. Chiaramente è passato del tempo tra primi approcci e la definizione dell’affare. Alla fine abbiamo allestito una buona squadra, Kaprof ha dato lustro alla città di Lecco in tutto il mondo. Ora speriamo che il ragazzo possa dare il suo contributo alla rosa, ma il mister sa come gestire i sudamericani». Una chiosa sul patron: «La città deve ringraziarlo per quanto ha fatto».

Dove s’installa, teoricamente, la squadra? «Noi dobbiamo mettere in difficoltà tutti, su ogni campo, mettendoci cuore e anima fino alla fine. Io pretendo l’atteggiamento, la voglia, la determinazione, la cattiveria e la grinta dal magazziniere in su. Dobbiamo spingere dal primo al novantaseiesimo minuto, questo è quello che voglio dai ragazzi. Abbiamo speso molto meno di Alessandria, Novara, Carrarese e Como: non c’interessa, dobbiamo forzare e vedere cosa uscirà quando tireremo le somme. Per me tutte le partite sono importanti e vanno vissute con il coltello tra i denti».

Fracchiolla torna al passato prossimo per guardare al presente: «Dal primo momento questa squadra l’ho sentita addosso: sono un lavoratore e sono sanguigno, questi colori li vivo così sin dal primo momento. Anche nel Settore Giovanile spingo su voglia che bisogna avere, dobbiamo fare un certo tipo di campionato per la maglia che portiamo addosso, diversa da tutte le altre. Avete visto cos’ho fatto domenica, no?».

Fracchiolla esulta con i giocatori BONACINA/LCN SPORT

Maiolo: «Lecco, Di Nunno aspetta solo un “grazie”»

«Il presidente è una persona focosa, lo sapete, ma non pensavamo potesse arrivare a tanto facendo il colpo Kaprof – ha ammesso Maiolo -. I suoi trascorsi ci fanno pensare a un grande giocatore. Avevamo già nomi importanti in rosa e di questo siamo felici, ma ci auguriamo che la città di Lecco capisca cosa si sta facendo: il patron aspetta solo un “grazie”».

Si è lavorato tanto sui giovani: «Si è operato in questa ottica di valorizzazione dei ragazzi. Elementi così non li avevo ancora visti a Lecco, sono sincero: la prospettiva della società è quella di portarli a giocare in categorie superiori». A livello economico, «abbiamo fatto dei conteggi e direi che spenderemo meno dell’anno scorso, anche con Kaprof. Siamo felici anche per questo».

Si sono alzate asticella e aspettative: «Il tifoso si aspetta sempre di più vedendo arrivare questi giocatori, ma il campo ha l’ultima parola. L’asticella, comunque, va alzata rispetto alle premesse iniziali».

Paolo Di Nunno e Angelo Maiolo BONACINA/LCN SPORT

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