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Interviste | D’Agostino: «Non era una partita come le altre». Iocolano: «Non bastano i grandi nomi per vincere». Nesta: «Qui per migliorare»

Il tecnico non nasconde la soddisfazione per aver battuto la sua ex squadra: «Io ringrazio la famiglia Di Nunno perchè mi fa lavorare, in Piemonte non era successo»

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Dal campo mister Gaetano D’Agostino è uscito applaudendo e venendo applaudito dai tifosi, così come tutti coloro che sono scesi sul tappeto verde o sono rimasti seduti in panchina, ma poi si è battuto il pugno della mano destra sul cuore: oggi come non mai, il tecnico e la piazza si sentono vicini, questo pare veramente palese. Del resto la vittoria scintillante ottenuta ai danni dell’Alessandria ha dato prova e controprova di una squadra forte nella sua complessità: ci sono tecnica, tattica, fisicità e malizie varie nella mente e nelle gambe dei blucelesti, in grado di annichilire quella che dovrebbe essere la superpotenza del girone “A” di Serie C. Cosa che al “Rigamonti-Ceppi” non si è mai vista, anzi il figurone l’anno fatto decisamente le Aquile, non solo per i guizzi di Galli e Iocolano. E la soddisfazione del tecnico è esplosa al 95′ un forte grido esploso verso la Tribuna, accompagnato dal pugno destro sollevato.

Mister Gaetano D’Agostino esulta verso la tribuna BONACINA/LCN SPORT

«Se era una partita come tutte le altre? Non sono ipocrita, non vi dico che la vivevo così – ci risponde mister D’Agostino a precisa domanda, contestato ex grigio -. Ringrazio sempre la famiglia Di Nunno perchè mi mette nelle condizioni di lavorare, cosa che ad Alessandria non era successa. Oggi, quindi, mi tolgo dalle scarpe dei piccoli sassolini, ma questo – precisa – va messo subito da parte perché c’è un derby a cui pensare. Non sarà una gara da caricare, tutt’altro: ci penseranno i tifosi per le strade della città a farlo (ride, ndr)». La gara è stata così bella che c’è quasi poco da dire: «Abbiamo scelto di forzare le loro giocate in verticale, giocando su quello. Marzorati? Per me non è una sorpresa, del resto la carriera parla per lui. Quello che voglio far presente è la sua capacità di essere un leader silenzioso, che, al pari di Andrea Malgrati, lavora e dà l’esempio a tutto il resto del gruppo. Sono i miei capitani».

Lino Marzorati BONACINA/LCN SPORT

In sala stampa ci arrivano anche i volti raggianti di Simone Iocolano e Gian Marco Nesta, interpreti eccezionali della partita: «Ho giocato in tante squadre forti e ho vinto dei campionati, è vero – analizza l’attaccante, in gol nel primo tempo -, ma io sono stato in una squadra stellare proprio ad Alessandria e non ho vinto. Non bastano i grandi nomi per conquistare i campionati, per questo diciamo sempre ai ragazzi come lui (Nesta, ndr) che devono lavorare tanto». «Perchè sono qui? Semplicemente la Ternana non era sicura di volermi tenere – risponde il giovane laterale -, inoltre il Direttore Fracchiolla mi ha chiamato praticamente ogni giorno o quasi… In ogni caso mi sono sentito voluto e dopo un po’ di tempo ho scelto di prendere questa strada».

Gian Marco Nesta in spalla a Simone Iocolano BONACINA/LCN SPORT

«Questa categoria impone aggressività e carattere – ha analizzato con lucidità mister Angelo Gregucci -. È questione di atteggiamento e noi al primo cross abbiamo preso gol. Una squadra che vuole fare una grande stagione non può commettere questi errori. Non siamo stati lucidi e presenti fisicamente. Il Lecco è stato più presente e ha meritato».

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