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D’Agostino guarda al derby: «Saranno importanti i duelli individuali». Corsa alla Serie B: «Non dobbiamo pensarci, l’entusiasmo toglie lucidità». I convocati

Il tecnico analizza il match in arrivo, facendo da pompiere dopo la gran prestazione con l’Alessandria: «Certi obiettivi lasciamoli a chi li ha dichiaratamente professati»

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Tempo di lettura 4 minuti

Non è e non sarà mai una partita con le altre, pubblico o non pubblico. Quando si avvicina il Derby del Lario l’aria in città diventa inevitabilmente più elettrica, anche se l’impossibilità di raggiungere il “Sinigaglia” costringerà i tifosi lecchesi a limitarsi a un saluto prepartita alla squadra, sperando di poterlo poi replicare in serata. Di sicuro non ci sarà il consueto contorno fatto di striscioni, “vaffa” e sfottò, che avrebbero messo ulteriore sale sopra a una gara che vedrà affrontarsi due tra le formazioni più in forma del campionato.

«Il derby emotivamente si preparata da solo, ma non va esasperato – spiega mister Gaetano D’Agostino in conferenza stampa -. Poi si lavora comunque tatticamente per disputare una partita buona. Sono partite che s’incanalano al fischio d’inizio, perché chi parte bene ha il vantaggio territoriale da poter sfruttare. Storicamente queste partite, a parte il Clasico, sono meno spettacolari dal punto di vista del gioco, l’importante sono punti e vittoria. Quando una squadra ha un’identità, però, questa va mantenuta e messa sul campo: dobbiamo divertirci per dare una soddisfazione ai nostri tifosi. Sarà una partita probante per entrambi, loro sono allenati da un mister che stimo e che ha quasi i nostri stessi principi di gioco. Si affronteranno quasi due formazioni quasi speculari, sarà importante vincere i duelli uno contro uno».

Sarà diverso il fattore ambientale: «Mancherà anche il nostro pubblico, quando segnammo con Moleri un anno fa io stesso corsi verso il settore ospiti. Rimane una partita atipica rispetto al solito, ma dovremo dare una grande dimostrazione ai tifosi. Sono contento che loro siano felici, ma francamente mi preoccupa il troppo entusiasmo: questa squadra è troppo nuova, ci abbiamo lavorato a lungo in questi mesi. Si tratta di un progetto nuovo e i ragazzi stanno velocizzano tutti i processi di crescita: abbiamo tanti difetti con cui dobbiamo saper convivere, dobbiamo rimanere calmi e lucidi, né negatività né esaltazione aiutano a esserlo».

Di certo c’è che la parola “Serie B” è uscita dalla bocca di Kaprof: «Ha un po’ esagerato… Nessuno ne ha parlato apertamente, anche se sognare è sempre bello. Lasciamo che siano società come l’Alessandria a parlarne pubblicamente. Il nostro patron ha investito prima sugli uomini, poi sulle infrastrutture per farli lavorare al meglio. Alle favole credo, ma non sempre hanno un lieto fine: va costruita con il lavoro quotidiano e anche dormendo allo stadio. Ora stiamo seminando, tra un po’ annaffieremo e poi vedremo cosa coglieremo. Lui, nell’entusiasmo, ha parlato così: certo, dovrà essere un giocatore importante per noi, ma dobbiamo metterlo in condizione e via dicendo. Le prime nove partite sono toste, qualcuno è stato superato e altri ostacoli li dovremo affrontare. Stiamo lavorando su ogni dettaglio, non possiamo tralasciare niente anche per via della situazione sanitaria. Non possiamo pensare alla Serie B, le ambizioni sono maggiori rispetto allo scorso anno, ma ne passa…»

D’Agostino si mostra criptico sulla formazione: «Non ho ancora deciso, sono in sincera difficoltà. Tutti vogliono giocare, posso dire solo questo. Marotta ci sarà? Non lo so… E’ più si che no, ma…».

Como-Lecco: i convocati

Prima chiamata per l’italo-argentino Juan Curz Kaprof, che sta lavorando per rimettersi in pari dal punto di vista atletico. 27 gli elementi convocati dal tecnico siciliano in vista del Derby del Lario: tra di loro anche Giorgio Galli, uscito malconcio dalla sfida con l’Alessandria. Assente, invece, l’esterno Cosimo Nannini.

I convocati (calciolecco1912.com)

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