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Calcio Lecco, Fracchiolla: «Umiliazione. Chiedo scusa a Di Nunno, città e tifosi. Abbiamo volato alto con la fantasia dopo il derby». D’Agostino: «Nello spogliatoio ho degli uomini veri»

La pesante sconfitta (2-4) accusata con il Piacenza ha portato il diesse in sala stampa: «Dobbiamo costruire mattoncino su mattoncino, non siamo pronti per determinati obiettivi»

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Chi perde spiega, sempre. E, dopo una sconfitta pesante come quella uscita da Lecco-Piacenza, è giustamente chiamato a prendersi le sue responsabilità. Prima di mister D’Agostino, dalla sala stampa del “Rigamonti-Ceppi” passa il diesse Domenico Fracchiolla, spalleggiato dal diggì Angelo Maiolo: «Voglio chiedere scusa ai tifosi, al presidente e alla città, perdere 4-2 in casa è una grossa umiliazione, che non ci va giù. Dopo il derby abbiamo fatto solo un punto: ci siamo disuniti ed è giusto che io venga ora a mettere la faccia, non dopo aver vinto. L’analisi deve andare oltre il discorso tecnico: la squadra non è fatta di fenomeni né di scarsi, ma il derby ci ha probabilmente dato delle sensazioni diverse da quella che è la realtà. Siamo in costruzione e possono capitare incidenti di percorso. Io e il mister siamo i primi responsabili, non ci sottraiamo ai momenti di difficoltà. La partita? Fatta di episodi, ma quando si perdono due gare c’è solo da chiedere scusa. Infortuni? Abbiamo perso giocatori importanti, ma ne abbiamo altri di categoria per scendere in campo. I nostri avversari sono stati più bravi di noi oggi. L’unica ricetta per uscire da questo momento è quella del gruppo, unita all’esperienza. Personalmente non mi aspettavo una prestazione del genere dopo Pontedera, l’analizzeremo con calma, senza farci prendere dall’ansia; servirà toccare le giuste corde per ripartire».

Fracchiolla torna sulla gestione del «post-Como, quando abbiamo fatto la storia, che ci ha fatto pensare a degli obiettivi per i quali non siamo ancora pronti: non guardo la classifica, ma a costruire tassello dopo tassello. Abbiamo volato troppo con la fantasia, c’è stata un’elettricità pazzesca dopo quella vittoria. Dobbiamo pensare solo ed esclusivamente a costruire, ci saranno altri incidenti di percorso da affrontare: l’obiettivo è quello di crescere, non esiste una squadra che vince tutte le partite in Serie C. Leggo i commenti, dobbiamo ridimensionare determinate aspettative: ci sono anche gli altri, calma».

«Dobbiamo ritrovare noi stessi»

D’Agostino e Mancino BONACINA/LCN SPORT

In sala stampa arriva anche mister D’Agostino: «Siamo andati direttamente sulle ali, ma con un tempo di gioco in più, mentre avremmo dovuto essere più bravi tra le linee; quando regali un tempo alla fine la paghi. Spetta a me, non ai giocatori, trovare le soluzioni. Deluso? Stiamo costruendo mettendo un mattoncino per volta, oggi è arrivata la scossa di terremoto: reputo i miei ragazzi delle persone con gli attributi, di conseguenza dormo tranquillo, per quanto con rodimento di culo».

Il tecnico ribadisce la fiducia nel gruppo: «Avremmo dovuto essere più aggressivi, perchè il Piacenza sa giocare bene a calcio. La squadra forte si vede nelle difficoltà: quando si vince tutti stanno sulla squadra, quando si hanno questi momenti siamo soli, noi e la squadra. I tifosi hanno diritto a lamentarsi dopo aver preso quattro gol in casa: il lecchese non giudica il risultato, ma l’atteggiamento battagliero. Siamo, comunque, a tre punti dalla vetta e siamo in tempo per riprende il nostro cammino. Io ho degli uomini nello spogliatoio, lo ripeto a gran voce: stiamo facendo un pit-stop, spetta a me trovare alternative».

Sulla parte tattica, D’Agostino analizza: «Marotta? Era stanco, finora non aveva mai riposato perché è l’unico con determinate caratteristiche. Celjak a sinistra al posto di Capoferri? L’ho fatto a Pontedera, non sempre possiamo permetterci ci giocare “monchi” con un giocatore adattato. Ho preferito dare fluidità con il piede naturale. Difesa a quattro? L’idea l’avevo, ma abbiamo avuto poco tempo per lavorare. Servono alcuni giorni per dare delle certezze, inoltre il risultato dei tamponi è arrivato stamattina all’alba: per fare delle scelte del genere serve il giusto il tempo. Non lo escludo, comunque: ora abbiamo due settimane per lavorare, anche fisicamente. Ci servirà, in questa fase abbiamo gestito le forze». Infine, il capitolo Juventus U23: «Dobbiamo ritrovare noi stessi prima di tutto, altrimenti possiamo perdere anche contro una squadra di Eccellenza. Sicuramente hanno i giovani più forti della categoria».

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