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Laura Toffali e l’esordio in A1: «Felice, ma deve essere un punto di partenza»

La giovane biancorossa ha calcato per la prima volta in parquet della massime serie nella recente vittoria contro Empoli, con canestro, assist e palla recuperata

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Tempo di lettura 3 minuti

Il sogno di ogni giocatore. Il sogno di tutti coloro che hanno preso in mano almeno una volta la palla a spicchi, sia sui parquet delle categorie meno conosciute, sia sul ruvido asfalto dei campetti, sia in casa, quando basta un canestro e una semplice pallina per volare con la fantasia. Chiudere gli occhi, giocare in serie A, entrare, segnare un canestro, di fronte ai propri tifosi.

Ebbene, c’è chi dopo aver chiuso gli occhi li ha riaperti e si è trovata catapultata di fronte alla realtà più bella. Sì, era davvero la Serie A1. La protagonista è Laura Toffali, che non poteva chiedere dal destino un esordio migliore: canestro, assist, palla recuperata e, in più, una pazzesca rimonta con cui la Limonta Costa Masnaga ha avuto la meglio della più quotata Empoli.

Costa si gode le magie di Matilde Villa

«Indubbiamente, quella di sabato è stata per me una serata da ricordare, l’esordio in A1 e una vittoria esaltante sono stati motivo di grande soddisfazione». Sei scesa in campo subito molto determinata e aggressiva, ma un pizzico di emozione c’era? «Sì, assolutamente, il ritorno in campo dopo un lungo infortunio è di per sé un momento emozionante e aver avuto la possibilità di farlo in un contesto così competitivo e di qualità è stato molto appagante».

Costa espugna Battipaglia

La rimonta contro Empoli e la vittoria a Battipaglia testimoniano come questa squadra abbia margini importanti di crescita. In cosa dovete lavorare per migliorare? «Essendo molto giovani, abbiamo senza dubbio ampi margini di miglioramento. Dovremo lavorare per riuscire a mantenere alto il livello di concentrazione lungo tutta la partita, soprattutto in difesa. Ci troviamo bene tra di noi e questo è sicuramente un punto di forza per la crescita della squadra».

A livello personale, avere raggiunto la A1 dopo scudetti e tante soddisfazioni a livello giovanile, è il coronamento di un sogno? «Raggiungere la massima serie penso sia il sogno di chiunque si dedichi seriamente a questo sport, mi auguro però possa essere un punto di partenza».

Hai una giocatrice o un giocatore a cui ti ispiri o che ti piace particolarmente? «Onestamente non ho mai avuto un modello a cui ispirarmi, ma preferisco apprezzare le belle giocate e le prestazioni che i diversi giocatori/giocatrici di volta in volta fanno vedere sul campo».
Nella tua vita c’è tanto basket, ma anche lo studio: come coniugare le due cose? «È sicuramente impegnativo e richiede una buona capacità organizzativa. Si deve essere consapevoli del fatto che, per far bene entrambe le cose, bisogna molte volte saper rinunciare agli svaghi tipici della nostra età e anche a qualche ora di sonno».

Un sogno nel cassetto da raggiungere con la maglia di Costa? «Più che a un sogno preferisco pensare a obiettivi più realistici e raggiungibili, cosa che per me in questo momento significa riuscire a conquistare più spazio per dare un contributo concreto alla squadra».

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